Ogni 90 secondi, nel mondo, muore una persona per mancanza di acqua potabile. E una persona su tre non ha acqua da bere. Eppure sarebbe disponibile acqua in quantità sufficiente a soddisfare la necessità mondiale, seppur crescente. A questo bisogno può rispondere WaterSeer, una turbina-prototipo che permette di produrre acqua potabile sostenibile, ricavandola dall’aria.

WaterSeer: cos’è e come funziona

WaterSeer, che si potrebbe tradurre come “oracolo dell’acqua”, è un impianto innovativo per produrre acqua potabile sostenibile ad impatto zero. Il prototipo è stato ideato e sviluppato dall’azienda americana VI-CI Labs con sede a Reston (Virginia, Stati Uniti), in collaborazione con il Sutardja Center for Entrepreneurship & Technology dell’Università di Berkeley e la National Peace Corps Association (l’associazione americana dei corpi di pace).

È un dispositivo formato da turbine eoliche che, mosse dal vento, catturano il vapore acqueo presente nell’aria. Il vapore, tramite il principio di condensazione (ossia il passaggio dallo stato vaporoso a quello liquido), diventa acqua che viene confluita in un serbatoio piantato nel terreno a 1,82 metri di profondità. Il serbatoio, essendo sotterraneo, è sempre più fresco dell’aria e immagazzina acqua. L’acqua può essere estratta tramite una pompa in superficie. WaterSeer funziona anche senza vento, sia di giorno che di notte. Ha una lunghezza di circa 2,5 metri per un diametro di circa 60 cm (le misure non sono ancora certe dato che è in fase sperimentale).

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Acqua potabile sostenibile: i risultati dei test

Dai test realizzati, WaterSeer è in grado di produrre fino a 37 litri di acqua al giorno ma i dati variano in base all’ambiente circostante. Produce acqua pura cioè frutto della distillazione, ossia la separazione di un liquido volatile dalle sostanze non volatili o con volatilità diversa in esso disciolte, ottenuta con l’ebollizione seguita dalla condensazione dei vapori. Inoltre lavora ad impatto zero sull’ambiente, senza sfruttare alcuna fonte di alimentazione esterna. L’acqua poi può essere arricchita di oligo-elementi e minerali tramite diversi strumenti e tecniche di depurazione, in base alle necessità e ai regolamenti locali.

WaterSeer è anche personalizzabile: oltre alla turbina eolica e al serbatoio con tubo e pompa di estrazione dell’acqua, ci sono varie unità anche intercambiabili. Viene fornito senza tubo e pompa per renderlo adattabile a più ambienti possibili, dalle zone artiche (gli ingegneri stanno lavorando a un kit specifico per queste aree) a quelle desertiche.

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WaterSeer: come funziona (foto: https://www.waterseer.org/)

Attualmente VI-CI Labs sta terminando gli esperimenti in laboratorio. Tra maggio e giugno attueranno i test in paesi in via di sviluppo, selezionati in collaborazione con la National Peace Corps Association. Da ottobre avvieranno la produzione del primo prototipo per poi arrivare alla distribuzione commerciale a gennaio 2018, dopo aver fatto le correzioni necessarie.

Essendo in fase sperimentale, VI-CI Labs ha lanciato una campagna di crowdfunding su Indiegogo per finanziare il progetto: è possibile ordinare WaterSeer in anteprima a 250$, avendo anche uno sconto del 10% sul prezzo finale (ancora da stabilire, essendo ora un modello-campione). Inoltre si può contribuire con una donazione o iscrivendosi alla newsletter con 24$ all’anno, accedendo a risorse online riservate. Tutti modi per sostenere i test sul campo.

L’emergenza idrica è un problema attuale: in base alle stime, entro il 2030 il mondo dovrà far fronte ad un deficit del 40%, secondo il rapporto 2015 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile delle risorse idriche mondiali. Realizzare WaterSeer può aiutare il processo di cambiamento nell’uso, nella gestione e nella condivisione dell’acqua come preziosa fonte di vita e di sviluppo. Per dare un contributo quotidiano, qui trovate i nostri consigli d’oro per non sprecare acqua in casa.

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