Quante volte vi è successo di dover uscire di casa, magari per andare a lavoro la mattina, oppure per uscire con degli amici la sera, per accorgervi mentre scendete le scale di avere il cellulare quasi totalmente scarico? Eppure quello stesso cellulare è stato appoggiato sul tavolo per ore ed ore, ed il caricatore era lì a pochi metri. Questo può succedere con lo smartphone, con il tablet, con il computer portatile, insomma, con qualsiasi dispositivo con una batteria ricaricabile. E sì, ovviamente la dimenticanza può succedere anche un’automobile a batteria: non deve essere per nulla piacevole partire di casa per andare in ufficio con il proprio veicolo a zero emissioni per accorgersi, appena accesa la vettura, di aver dimenticato di collegare la batteria al sistema di ricarica per veicoli elettrici.

L’idea vincente di due giovani ingegneri bergamaschi

Di certo per ora, visto la bassa diffusione dei veicoli a batteria in Italia, il problema di dimenticarsi di collegarli nottetempo al sistema di ricarica per veicoli elettrici è un affare di pochi. Eppure c’è qualcuno che ha già progettato un sistema per eliminare il sistema alla radice, andando così parallelamente ad eliminare i possibili dubbi di chi non sa ancora se acquistare un’automobile elettrica o meno. Certo, l’autonomia non è ancora enorme, e i costi non sono ancora del tutto convenienti, ma probabilmente c’è qualcuno che non se la sente di acquistare un’automobile elettrica proprio per il fatto di doversi ricordare di ricaricarla una volta parcheggiata, con un cavo elettrico ingombrante perennemente in mezzo ai piedi nel garage. E se fosse lo stesso sistema di ricarica per veicoli elettrici ad attivarsi in piena autonomia per fare il pieno di energia all’automobile? È questa l’idea geniale di due ingegneri ventiseienni della provincia di Bergamo, ovvero Andrea Daminelli e Giacomo Zenoni.

sistema di ricarica per veicoli elettrici

Un dispositivo automatico di ricarica per veicoli elettrici

Dopo una laurea in ingegneria meccanica presso l’Università di Bergamo, i due decidono di mettersi all’opera per trovare un’idea brillante e che vada a colmare il classico vuoto di mercato. Insomma, quell’invenzione allo stesso tempo geniale e semplice, che tutti vogliono ma alla quale nessuno aveva mai pensato: è così che nasce DazePlug, premio Start Cup Bergamo 2016, finalista Star Cup Lombardia 2016 e finalista al Progetto Marzotto 2017. Ma di cosa si tratta? In parole semplici è un dispositivo che va posizionato sul pavimento del garage, laddove si va a parcheggiare l’automobile elettrica usualmente. Dotato di specifici sensori in grado di rilevare l’eventuale presenza dell’auto, il sistema di ricarica per veicoli elettrici entra in funzione andando a collegarsi direttamente ad un’apposita presa installata sul fondo dell’automobile. Ovviamente quest’ultima deve essere installata da un elettrauto, così da essere collegata alla perfezione al normale sistema elettrico della vettura. Il risultato è un dispositivo estremamente semplice che va collegato attraverso un cavo sottile alle normali prese della corrente del garage, uno strumento dunque perfetto anche per chi si ritrova ad avere a che fare con posteggi auto particolarmente ristretti.

Finalisti del progetto Marzotto

Oggi la start up di Andrea Daminelli e Giacomo Zenoni è ben avviata, con l’inserimento di 3 dipendenti – tutti e tre ingegneri che, al pari dei due imprenditori, vantano un punteggio di laurea pari a 110. Come anticipato, grazie al loro progetto DazePlug Daminelli e Zenoni sono stati selezionati tra i vincitori del primo step dell’ambito ‘Premio dall’idea all’impresa’ del Progetto Marzotto, insieme ad altre 35 start up italiane. Nello specifico, DazePlug ha attirato l’interesse della Industrio Ventures di Rovereto, in provincia di Trento, che ha deciso di supportare l’innovativo progetto dei due bergamaschi.

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