Se il nostro caro Pianeta Terra fra 100 anni non sarà più abitabile a causa dei cambiamenti climatici, vale la pena fin d’ora iniziare a pensare di trasferirsi altrove. Su Marte, ad esempio. Può sembrare una battuta, e forse lo è, ma su questa idea bizzarra, scherzosa e probabilmente provocatoria, ha lavorato il noto studio milanese Stefano Boeri Architects (SBA), che, in occasione dell’edizione 2017 di SUSAS (Shanghai Urban Space and Art Season), ha proposto un concept di foreste verticali per Marte.

Foreste verticali per Marte

Chiamato a immaginare e progettare la Shangai del 2117, Boeri ha pensato a una popolazione ‘sfrattata’ dalla terra e trasferibile su Marte. Come? Il progetto Vertical Forest Seeds on Mars”, ideato in collaborazione con il Future City Lab della Tongji University e l’Agenzia Spaziale cinese, prevede la realizzazione di ‘semi eco-sistemici‘, simili a delle bolle all’interno delle quali si creerebbero delle condizioni atmosferiche e climatiche favorevoli per la vita di piante ed esseri viventi, che dovrebbero essere ‘spedite’ sul pianeta rosso. Il lancio di queste mini foreste verticali per Marte dovrebbe avvenire dalla Stazione Spaziale Internazionale.

foreste verticali per marte

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Un modo per riflettere sul cambiamento climatico?

E’ inutile sottolineare che si tratta non solo di un’ipotesi progettuale ma probabilmente soltanto di una trovata efficace per spingere ulteriormente a riflettere sulle problematiche dei cambiamenti climatici che, specie in un paese così inquinato come la Cina, stanno mettendo a repentaglio la sopravvivenza umana e quella dell’intero ecosistema. E forse anche per promuovere ulteriormente, sebbene non ce ne sia bisogno visto il successo internazionale, il concetto di ‘Bosco Verticale’, che favorisce l’idea di integrare l’architettura al verde e alla biodiversità.

I tanti Boschi Verticali sparsi per il mondo

Il Bosco Verticale di Milano ha di fatti aperto la strada tantissimi progetti molto simili. Dopo la Torre dei Cedri di Losanna, il Bosco Verticale di Nanchino, altri edifici alberati che sono stati approvati a Parigi, Tirana, Shanghai e Utrecht, il concept di Boeri verrà applicato anche a un’intera città. Parliamo della Liuzhou Forest City, una vera città-foresta, la prima al mondo, che  sorgerà a Liuzhou, nella provincia cinese di Guangxi e si estenderà su un’area di circa 175 ettari ricoperta di vegetazione e di habitat naturali e autosufficiente dal punto di vista energetico.

I visitatori di SUSAS viaggeranno su Marte

Ma a quanto pare, si vuole andare oltre, calcando la mano fin tanto che il terreno è fertile. Le foreste verticali per Marte probabilmente non verranno mai realizzate ma i visitatori dell’esposizione cinese potranno vederle da vicino. Questo esperimento originale verrà infatti presentato grazie a un’installazione dotata di tecnologie di realtà aumentata. Ai visitatori basterà scaricare l’applicazione online Archi Maker per provare l’esperienza di vivere all’interno delle foreste verticali per Marte.

Un’esposizione incentrata sul futuro urbano

Ma quella di Boeri non sarà l’unica ‘trovata’ avveniristica. Il titolo dell’edizione 2017 di SUSAS è infatti “This-CONNECTION – sharing a future of public space” e la manifestazione è quindi incentrata sul futuro dei contesti urbani e pubblici da un punto di vista architettonico, progettuale, urbanistico e di design.

L’edizione 2017 della Shanghai Urban Space and Art Season è curata da Stefano Boeri con Lee Xiangning, dean of School of Architecture and Urban Planning of Tongji University e Fang Zhenning, artista contemporaneo indipendente e critico internazionale. La triade curatoriale con il contributo dei co-curatori Guo Xiaoyan, Feng Lu e Tommaso Sacchi, ha invitato circa 200 importanti curatori, architetti, artisti di tutto il mondo per realizzare l’esposizione internazionale della riqualificazione urbana. L’esibizione è stata inaugurata lo scorso 15 ottobre e sarà aperta fino a fine dicembre.

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