Un modello matematico cancella gli obiettivi di Parigi

Già all’indomani della Conferenza sul Clima di Parigi, in molti, tra scienziati ed ambientalisti, avevano predetto che gli accordi presi non sarebbero stati sufficienti per fermare il cambiamento climatico. Adesso, però, sembra che queste stime pessimistiche siano diventate una certezza: un modello matematico pubblicato sulla rivista scientifica Earth’s Future, infatti, ha dimostrato come, al netto di una velocissima rivoluzione energetica su scala globale nel prossimo quinquennio, il riscaldamento del Pianeta risulterà per essere inevitabilmente più alto di quello prefigurato alla Cop21. Così, dunque, gli obiettivi di Parigi diventerebbero irraggiungibili.

Cosa dice l’accordo del 2015

L’anno scorso, in estrema sintesi, dopo dodici giorni di negoziati a Le Bourget, alle porte di Parigi, i circa duecento paesi partecipanti alla Cop21 si sono datti il limite di contenere il rialzo delle temperature globali «ben al di sotto dei 2 gradi centigradi» rispetto ai valori dell’epoca preindustriale. Lo sforzo collettivo, come specificato, sarebbe quello di fermarsi già ad un aumento pari a 1,5 gradi centigradi. Per raggiungere gli obiettivi di Parigi, i Paesi firmatari si sono impegnati a ridurre le emissioni a partire dal 2020, con un primo controllo al 2023. In molti, però, ritennero già allora molto rischioso il fatto di stabilire una partenza così lontana nel tempo, la quale di fatto permette ai Paesi di continuare ad inquinare senza limiti ed impuniti fino al 2018. Oltre a questo, molte critiche si sono levate intorno alla decisione di non fissare una data certa per l’azzeramento totale delle emissioni, laddove la richiesta delle maggiori associazioni ambientaliste era quella di arrivare ad un taglio del 70% entro il 2050, per poi arrivare alle emissioni zero nel decennio successivo.

Obiettivi di Parigi

Il mondo dovrebbe cambiare entro cinque anni per rispettare gli obiettivi di Parigi

I timori degli ambientalisti, dunque, sembrano più che fondati. Stando allo studio apparso su Earth’s Future, infatti, per rispettare i termini dell’accordo le tecnologie di produzione di energia a basse emissioni di anidride carbonica dovrebbero essere adottate in via maggioritaria su scala globale in tempi ristrettissimi: è infatti stato calcolato che le rinnovabili dovrebbero diffondersi a livello internazionale in un periodo di dieci volte inferiore a quello osservato per la diffusione dei combustibili fossili durante il ventesimo secolo. Da questo gli scienziati dello studio hanno dedotto che, se le tecnologie di produzione energetica a basse emissioni non verranno adottate a livello globale entro i prossimi cinque o sei anni, il riscaldamento globale finirà per essere incontrovertibilmente più alto di quello prefigurato dalla Cop21. E le conseguenze di tutto questo, come sappiamo, potrebbero essere catastrofiche. Lo stesso presupposto del documento di Parigi, infatti, afferma che «il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente e potenzialmente irreversibile per le società umane e per il pianeta».

Serve una rivoluzione tecnologica senza precedenti

Come ha spiegato Marco Marani, uno dei firmatari dello studio in questione, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università di Padova, il modello matematico dimostra «come sia impossibile il raggiungimento degli obiettivi di Parigi se la diffusione globale di tecnologie verdi di produzione dell’energia dovesse avvenire su scale temporali simili a quelle osservate in passato». L’unica via, dunque, è quella di accelerare al massimo l’adozione delle rinnovabili, anche se, come ha sottolineato Marani, «una così rapida diffusione tecnologica non ha però precedenti nella storia umana». Le misure odierne per incentivare l’utilizzo delle tecnologie sostenibili per la produzione di energia, dunque, risultano del tutto insufficienti e inadatte per fermare il riscaldamento globale. Quelle che servono, infatti, sono «azioni politico-economiche radicalmente nuove e incisive, se si vorranno evitare i danni peggiori al sistema climatico e alle nostre società». Se dunque fino a qualche tempo fa la paura di molti era legata al mancato rispetto delle raccomandazioni della Cop21, ora il problema si ingigantisce: pur seguendo il documento alla lettera, infatti, raggiungere gli obiettivi di Parigi sembra matematicamente impossibile.

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