Criteri ESG nell’edilizia industriale e logistica: come influenzano le scelte progettuali
L'integrazione dei criteri ESG nell'edilizia industriale e logistica sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nelle decisioni che riguardano lo sviluppo di nuovi immobili e la riqualificazione delle strutture esistenti. Magazzini, piattaforme distributive e stabilimenti produttivi sono infrastrutture complesse, le cui caratteristiche incidono sui consumi energetici, sull'utilizzo delle risorse e sul rapporto con il territorio.
Applicare concretamente i criteri ESG significa considerare gli impatti ambientali, sociali e gestionali fin dalle prime valutazioni progettuali, anziché intervenire soltanto attraverso l'aggiunta di tecnologie o soluzioni correttive a costruzione ultimata.
L'obiettivo è sviluppare edifici capaci di rispondere alle esigenze operative delle imprese, tenendo conto contemporaneamente delle prestazioni energetiche, della gestione delle risorse e delle conseguenze che le scelte costruttive possono produrre durante l'intero ciclo di vita dell'immobile.
L'efficienza energetica comincia dalla progettazione
Uno degli ambiti nei quali i criteri ESG possono incidere maggiormente riguarda la progettazione energetica degli edifici industriali e logistici. Le dimensioni delle strutture, le superfici delle coperture e le particolari condizioni di utilizzo rendono necessario valutare attentamente il comportamento dell'immobile nelle diverse stagioni.
Le caratteristiche dell'involucro edilizio rappresentano un primo elemento determinante. L'isolamento delle coperture e delle pareti, il controllo degli apporti solari e la gestione delle dispersioni termiche possono contribuire a contenere il fabbisogno energetico, soprattutto negli ambienti che richiedono condizioni di temperatura controllata.
Altrettanto significativa è la scelta degli impianti di climatizzazione, ventilazione e illuminazione, che devono essere dimensionati considerando le effettive necessità operative. Un centro distributivo refrigerato presenta esigenze differenti rispetto a un magazzino destinato allo stoccaggio di prodotti non deperibili.
I sistemi di monitoraggio e gestione dei consumi permettono inoltre di raccogliere informazioni sul funzionamento dell'edificio, individuare eventuali inefficienze e adattare le condizioni operative alle esigenze reali.
I benefici ottenibili dipendono tuttavia dalla qualità della progettazione, dalla corretta installazione degli impianti e dalle modalità di utilizzo della struttura.
Decarbonizzazione e valutazione delle emissioni
L'applicazione dei criteri ESG richiede di considerare anche le emissioni associate alla costruzione e alla gestione degli immobili, distinguendo due momenti caratterizzati da impatti differenti.
Durante la fase costruttiva, le emissioni dipendono principalmente dalla produzione e dal trasporto dei materiali, dalle lavorazioni di cantiere e dalle quantità di risorse utilizzate. La scelta dei sistemi strutturali, l'ottimizzazione delle quantità di materiali e l'organizzazione delle attività possono influenzare questi impatti.
Durante la fase operativa assumono invece particolare rilevanza i consumi energetici necessari al funzionamento degli impianti e alle attività svolte all'interno dell'edificio. Gli interventi finalizzati a ridurre le emissioni associate alla costruzione e alla gestione degli edifici possono quindi comprendere interventi sull'efficienza energetica, l'impiego di fonti rinnovabili e soluzioni impiantistiche che riducono il ricorso ai combustibili fossili.
La presenza di un impianto fotovoltaico, ad esempio, non determina automaticamente una riduzione prestabilita delle emissioni complessive. Il risultato dipende dalla produzione effettiva, dal profilo dei consumi, dall'energia utilizzata e dai confini adottati per la valutazione. Per questo motivo è necessario affiancare alle decisioni progettuali un'analisi delle prestazioni attese e dei risultati misurabili, considerando le caratteristiche specifiche dell'immobile e le sue condizioni operative.
L'approccio integrato nella realizzazione degli immobili
La complessità degli edifici industriali e logistici rende particolarmente utile un approccio integrato alla progettazione e alla costruzione, capace di coordinare requisiti tecnici, obiettivi ambientali, necessità funzionali e vincoli economici.
In questo ambito opera GSE Italia, General Contractor specializzato nella progettazione e costruzione chiavi in mano di immobili industriali e logistici. Il coordinamento delle diverse fasi di sviluppo consente di affrontare le scelte progettuali considerando le loro reciproche conseguenze, dalla selezione dei materiali alla configurazione degli impianti.
Alcune realizzazioni aziendali offrono esempi concreti di applicazione di questi principi. A Truccazzano, in provincia di Milano, GSE Italia ha realizzato per DeA Capital Real Estate SGR un immobile logistico certificato LEED Gold attraverso un intervento brownfield che ha previsto la demolizione di tre edifici preesistenti e il riutilizzo di circa 12.000 metri cubi di materiali provenienti dalle demolizioni. È di recente consegna, inoltre, il progetto realizzato per Garbe Real Estate: un polo per la logistica sull’asse Milano-Genova, progettato secondo i più elevati standard di efficienza, flessibilità e sostenibilità, che ha conseguito la certificazione LEED Platinum.
Un altro esempio è il polo logistico di Altedo, nel Bolognese, sviluppato per P3 Logistic Parks sull'area di un ex zuccherificio. Il primo magazzino realizzato, di circa 38.000 metri quadrati, ha ottenuto la certificazione BREEAM Excellent, nell'ambito di un progetto di recupero di una superficie precedentemente destinata ad attività industriali.
Questi progetti illustrano alcune modalità concrete di applicazione dei principi descritti e come la gestione coordinata dei requisiti progettuali possa accompagnare scelte legate alla riqualificazione delle aree e alla valutazione ambientale degli edifici, senza che i risultati di singoli progetti possano essere automaticamente estesi ad altre realizzazioni.
Certificazioni ambientali e rigenerazione delle aree industriali
Tra gli strumenti utilizzati per valutare le caratteristiche ambientali degli immobili figurano i protocolli LEED e BREEAM, che prevedono criteri e procedure specifiche per esaminare diversi aspetti degli edifici.
Le valutazioni possono riguardare, secondo le caratteristiche del protocollo adottato, l'efficienza energetica, l'utilizzo delle risorse idriche, i materiali, la qualità degli ambienti interni e il rapporto con il sito.
Le certificazioni rappresentano quindi un riferimento utile per strutturare e documentare determinate prestazioni, ma non costituiscono una garanzia assoluta di sostenibilità né sostituiscono il monitoraggio delle condizioni operative effettive.
Un altro ambito significativo riguarda la rigenerazione brownfield, attraverso il recupero di aree industriali dismesse o sottoutilizzate.
Questi interventi possono consentire di valorizzare superfici già trasformate, recuperare infrastrutture esistenti e limitare il ricorso a nuovo suolo. La loro convenienza ambientale deve però essere valutata considerando le condizioni del sito, le eventuali necessità di bonifica, le demolizioni e le caratteristiche del nuovo progetto.
Dalle scelte iniziali alle prestazioni effettive
L'integrazione dei criteri ESG nello sviluppo industriale e logistico richiede una visione che accompagni l'immobile dalla definizione delle esigenze iniziali fino alla sua gestione operativa.
Le decisioni relative alla localizzazione, alla configurazione degli spazi, alle caratteristiche costruttive e agli impianti possono condizionare per molti anni i costi di esercizio e gli impatti ambientali della struttura.
Anche gli aspetti sociali e gestionali devono trovare applicazione concreta, attraverso l'attenzione alla sicurezza dei lavoratori, all'accessibilità degli ambienti, all'organizzazione delle attività e alla gestione dei rapporti con il territorio.
La presenza di obiettivi verificabili e indicatori di prestazione permette di confrontare i risultati raggiunti con quelli previsti durante la progettazione, individuando eventuali scostamenti e opportunità di miglioramento.
Le prestazioni ambientali degli immobili industriali e logistici dipendono quindi non soltanto dalle soluzioni previste sulla carta, ma dalla capacità di tradurre i criteri ESG in decisioni progettuali coerenti, prestazioni documentabili e modalità di gestione efficaci durante l'intera vita utile dell'edificio.




