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Benessere green

Tiziano Terzani, vegetariano per rispettare la vita

Che cosa vuol dire essere vegetariani

«…anche il mio essere vegetariano è una scelta morale. Ma come si può allevare la vita per ucciderla e mangiarsela? Hai mai sentito gli urli di un macello di maiali? E come puoi poi mangiare il maiale?» Questo il pensiero di Tiziano Terzani, espresso nell’ultima intervista rilasciata e che prende il titolo di Anam il senzanome. Un aspetto fondamentale del suo pensiero era il concetto di “non togliere vita alla vita”, che si tratti di esseri umani o animali. La scelta di essere vegetariano lo accomunava a molti dei grandi maestri della nonviolenza come Tolstoj, Gandhi, Lanza del Vasto, Capitini e Schweitzer. È probabile allora che esista un legame fra pensiero nonviolento e rispetto della vita in tutte le sue forme, che si concretizza appunto nel non uccidere neppure gli animali per trarne sostentamento. È bene sottolineare che la posizione di Terzani in quanto vegetariano non ha nulla a che fare con il sentimentalismo, ma è una conseguenza inevitabile dell’idea di unità e interdipendenza delle forme viventi.

Tiziano Terzani: una scelta di vita

Secondo Tiziano Terzani «L’uomo deve sviluppare una nuova coscienza di sé, del suo essere al mondo, dei suoi rapporti con gli altri uomini e con gli altri esseri viventi». Ma qual è la relazione fra tutto ciò e la scelta vegetariana? Semplicemente la pratica della nonviolenza non si può conciliare con quella della macellazione. Lanza del Vasto definiva il male come l’agire per un bene parziale, Schweitzer definiva l’uomo giusto come «colui che, quando trova un lombrico che si è smarrito dopo un temporale e si sta seccando sull’asfalto rimette l’animale nell’erba senza chiedersi di quanta intelligenza o sensibilità o valore sia dotato», e dunque la nonviolenza implica il rispetto necessario per ogni forma di vita senziente. Tutto deve cominciare dalle scelte relative alla propria vita materiale e ognuno deve interrogarsi su come e di che cosa vuole nutrirsi.