Il mercato della auto elettriche è destinato a crescere nei prossimi anni in modo considerevole. Molti paesi nel mondo stanno cercando di favorirne il decollo definitivo grazie ad interventi mirati: è il caso, ad esempio di Francia e Cina. Ormai, ogni costruttore di automobili può vantare almeno un modello elettrico nel proprio rooster, e questo vale anche per i marchi più sportivi. McLaren, Porsche, Tesla, solo per citarne alcuni, stanno lavorando ai propri concept di auto del futuro, modelli che dovrebbero uscire dal 2020 in poi. Non è un caso se anche il mondo dello sport si stia lanciando in questo settore, con il varo della Formula E nel 2014, evento che farà sosta anche a Roma il prossimo anno. In un contesto del genere, la ricerca di Lamborghini va ben oltre ogni più rosea previsione: presentata a inizio novembre, Terzo Millennio è infatti una future car come nessun’altra prima. Vediamola nei dettagli.

Lamborghini Terzo Millennio: come nasce l’auto del futuro

L’investimento in Terzo Millennio, operato dal marchio di Sant’Agata Bolognese, ammonta a 200 mila euro l’anno. Si tratta di una cifra considerevole che Lamborghini ha deciso di destinare al Massachusetts Institute of Technology (MIT) per sviluppare tecnologie innovative per la propria auto del futuro. Si tratta di un laboratorio su ruote, un incubatore di idee alternative con un design, come da tradizione, molto aggressivo. La partnership col MIT è stata avviata nel 2016 e per almeno 3 anni andrà avanti lo sviluppo di una vettura per la quale non si prevede ancora una data di uscita. Sta proprio qui il concept alla base di Terzo Millennio: sperimentare soluzioni pionieristiche senza fretta, realizzare tecnologie da adottare solo quando pienamente mature.

Tecnologia dentro, tecnologia fuori: ecco Terzo Millennio

La vettura elettrica del futuro secondo Lamborghini presenta tecnologie avveniristiche sia dentro che fuori, capaci di influenzarsi le une con le altre. Per prima cosa, spariscono le classiche batterie pesanti ed ingombranti, per lasciare il posto a dei supercondensatori disposti su tutto il telaio. In pratica, il guscio esterno della vettura è tutto un’enorme batteria, costituita da nanotubi che corrono lungo lo scheletro, capaci di raccogliere l’energia e farla confluire verso i motori. Sì, abbiamo parlato al plurale perché Terzo Millennio non monta un unico classico motore centrale ma 4 propulsori elettrici più piccoli posizionati direttamente nelle ruote. Il guadagno è notevole in termini di spazio e peso, fattori che vanno ad influenzare in modo decisivo le linee esterne. Senza il classico motore tradizionale, i designer di casa Lamborghini si sono potuti sbizzarrire creando forme davvero nuove, abbassando ulteriormente la vettura e aumentandone l’aerodinamicità. I nanotubi che corrono lungo il telaio, hanno anche un’altra funzione molto interessante: possono autoriparare la vettura. Lungo questa rete di canali, infatti, scorrono informazioni sullo stato di salute dell’auto e, qualora venga rilevato un malfunzionamento, vengono inviati composti chimici capaci di ripararne la struttura.

Vettura elettrica Lamborghini: un paradosso in termini?

Vi è molta altra tecnologia avveniristica dentro Terzo Millennio. Ad esempio, è stata curata minuziosamente la parte relativa al software di guida, tanto che la vettura può vantare anche un virtual cockpit, un assistente virtuale che ci indica il modo migliore di prendere le curve. L’auto del futuro di Lamborghini è, di certo, un esperimento suggestivo ma, probabilmente, non circolerà mai sulle nostre strade. Questo perché tradirebbe in modo profondo la filosofia classica del marchio bolognese, le prestazioni a cui sono abituati i propri estimatori e l’inconfondibile ruggito del motore benzina. Ciò non toglie che lo sviluppo di Terzo Millennio rappresenti una visione nitida di futuro, il potenziamento di tecnologie che, prese singolarmente, potrebbero fare parte un giorno delle nostre vite.

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