Il Bosco Verticale di Milano ha aperto la strada a una serie di progetti molto simili che puntano a un’integrazione fra architettura, verde e biodiversità. Dopo la Torre dei Cedri di Losanna, il Bosco Verticale di Nanchino, altri edifici alberati che sono stati approvati a Parigi, Tirana e Shanghai e il maxi-progetto molto più ambizioso di coabitazione e architettura del verde della Liuzhou Forest City, una vera città-foresta che si estenderà su un’area di circa 175 ettari ricoperta di vegetazione e di habitat naturali e autosufficiente dal punto di vista energetico, ora è la volta dell’Olanda.

Torre dei Biancospini, il Bosco Verticale olandese

Lo studio Stefano Boeri Architetti ha vinto il concorso bandito dalla Municipalità di Utrecht per la riqualificazione del quartiere di Jaarbeursboulevard, vicino alla stazione cittadina, con la Torre dei Biancospini. Parte del progetto Wonderwoods, che prevede la realizzazione anche di un altro edificio alto, progettato dallo studio MVSA di Amsterdam che affiancherà quello di Boeri, il Bosco Verticale olandese ha come obiettivo il coniugare coabitazione e architettura del verde.

Un habitat naturale in città

Come ormai quasi tutti sanno, i progetti dell’architetto milanese partono dall’idea di inserire diverse specie arboree e floreali all’interno del costruito di modo da ricreare un habitat naturale che non solo elevi la qualità della vita degli occupanti e contribuisca a portare il verde in città ma che diventi un incubatore su piccola scala per la biodiversità. E la Torre dei Biancospini non fa eccezione.

10mila piante per coniugare coabitazione e architettura del verde

COABITAZIONE E ARCHITETTURA DEL VERDE

L’edificio, alto 90 metri, ospiterà in facciata circa 10 mila piante (360 alberi e 9.640 tra arbusti e fiori), l’equivalente di un ettaro di bosco. La vegetazione rigogliosa contribuirà anche a purificare l’aria circostante: secondo le stime del progetto la foresta urbana dovrebbe, a pieno regime, assorbire circa 5,4 tonnellate di CO2 e di polveri sottili e a produrre circa 41 tonnellate di ossigeno all’anno. Grazie all’azione di filtro compiuta dalle foglie, si calcola che il microclima che si realizza sui terrazzi permetterà una riduzione dell’escursione termica tra esterno e interno degli appartamenti, con una riduzione significativa dei costi di condizionamento energetico.

Un polo del benessere in continuità con il quartiere

La non eccessiva altezza della torre dipende dalla volontà di riuscire ad integrarsi perfettamente nell’isolato tra Croeselaan e Jaarbeursboulevard, rispettandone le caratteristiche e cercando di valorizzarlo, anche grazie a un pianto terra aperto verso l’esterno che crea una continuità con il quartiere. Obiettivo del nuovo Bosco Verticale, la cui costruzione inizierà entro il 2019, per terminare entro il 2022, è quello di incentivare un modello di coabitazione e architettura del verde e di porsi come un nuovo polo del benessere di Utrecht. L’edificio offrirà infatti zone ufficio, spazi per il fitness e per lo yoga, parcheggi per le bici e un spazio pubblico ricreativo. 

COABITAZIONE E ARCHITETTURA DEL VERDECOABITAZIONE E ARCHITETTURA DEL VERDE

Vertical Forest Hub, uno spazio per conoscere le soluzioni tecniche e botaniche

Novità del nuovo edificio rispetto alle altre ‘creazioni’ di Boeri sarà la presenza al piano terra, ma direttamente connesso con il giardino del sesto piano, del Vertical Forest Hub, un centro di documentazione e ricerca sulla forestazione urbana nelle città del mondo. Sarà uno spazio aperto a tutti dove i visitatori potranno conoscere le soluzioni tecniche e botaniche scelte per la Torre dei Biancospini, i modelli progettuali che guidano l’idea di coabitazione e architettura del verde e monitorare anche lo stato di avanzamento degli altri Boschi Verticali in costruzione in tutto il mondo.

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