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Come migliorare la sicurezza della tua abitazione con un buon impianto elettrico

La sicurezza di un’abitazione, e di conseguenza dei suoi residenti, può essere messa a repentaglio da un impianto elettrico di scarsa qualità o privo di dispositivi di protezione come gli interruttori magnetotermici e gli scaricatori di sovratensione.

Ne parliamo qui, fornendo qualche consiglio per gestire l’impianto elettrico al meglio e trasformarlo in una garanzia di sicurezza per l’abitazione e per le persone.

Il rapporto tra sicurezza in abitazione e impianto elettrico

La sicurezza in abitazione dipende da molti fattori. Di base, può essere garantita solo dal monitoraggio e dall’ottimizzazione dei dispositivi che possono – in linea teorica – rappresentare un pericolo. In questa prospettiva, il pensiero va immediatamente all’impianto elettrico, che è chiamato a gestire e a dirigere il flusso di energia elettrica, “forza” di per sé pericolosa.

La questione non va sottovalutata, anche perché nel corso degli anni la tecnica di progettazione degli impianti elettrici si è evoluta, espandendo da un lato il ciclo di vita e la resistenza all’usura; e dall’altro l’impiego di dispositivi di protezione da incidenti.

Di concerto, il legislatore ha imposto un protocollo stringente, soprattutto in vista della commerciabilità degli immobili, spingendo i proprietari di casa nella direzione di una perfetta ottimizzazione dell’impianto elettrico.

Qualche consiglio per rendere l’impianto elettrico sicuro

Dunque, come intervenire sull’impianto elettrico al fine di aumentare la sicurezza in abitazione? I consigli più importanti da seguire sono i seguenti.

  • Controllare regolarmente l’impianto elettrico. Un monitoraggio regolare è la chiave per individuare guasti e segni di usura prima che questi pongano in serio pericolo l’immobile, i dispositivi al suo interno e soprattutto i residenti. Gli impianti elettrici domestici andrebbero controllati ogni cinque anni, ma è preferibile procedere ogni due anni se il rischio di incendio o esplosione è avvertito come elevato.
  • Installare dispositivi di protezione. Fenomeni atmosferici, guasti o semplici eventi casuali possono mettere in serio pericolo l’integrità dell’impianto, i dispositivi serviti da esso, le persone al suo interno. Tra i dispositivi più utili spiccano l’interruttore magnetotermico e lo scaricatore di sovratensione. Ne parleremo nei prossimi paragrafi.
  • Scegliere bene il rivenditore dei dispositivi di protezione. Questi dispositivi devono essere di qualità e soprattutto compatibili con le dinamiche di consumo/approvvigionamento dell’appartamento. Il consiglio è di prestare quindi la massima attenzione alla scelta del rivenditore, che si dovrebbe distinguere per l’ampiezza/varietà dell’offerta e per un servizio di assistenza tale da accompagnare il cliente verso le scelte più consone.

Gli interruttori magnetotermici

Approfondiamo ora la questione dei dispositivi di protezione, a partire dagli interruttori magnetotermici.

Si definisce interruttore magnetotermico il dispositivo che, una volta collegato al salvavita, fornisce una protezione dai cortocircuiti e dal sovraccarico. I primi vengono rilevati dalla componente magnetica, i secondi dalla componente termica.

In buona sostanza, una volta che l’interruttore magnetotermico rileva un cortocircuito o un sovraccarico interrompe, mediante il salvavita, l’accesso alla rete elettrica. Ciò avviene “aprendo” il circuito. In tal modo, si evitano i danni all’impianto e ai dispositivi, neutralizzando conseguentemente il rischio di incendi ed esplosioni.

Esistono svariate tipologie di interruttori elettromagnetici, i quali si differenziano principalmente per l’amperaggio. Individuare l’amperaggio corretto è complesso, dunque il consiglio è di rinunciare al fai da te e affidarsi a degli esperti di settore.

Gli scaricatori di sovratensione

In questo caso specifico parliamo dello scaricatore di sovratensione tipo 1 2, che è la tipologia d’elezione per gli impianti elettrici domestici e civili.

Lo scopo di questo dispositivo è proteggere dalle sovratensioni, ovvero dalla ricezione di una quantità superiore al normale di energia elettrica. Di base, interviene in casi di fulmini.

Il meccanismo di funzionamento dello scaricatore di sovratensione è relativamente semplice. Il dispositivo, una volta rilevata la sovratensione, assorbe l’energia in eccesso, impedendo che questa venga trasferita all’impianto. In seguito, esegue una manovra drenante, che distribuisce la carica in maniera controllata e compatibile con le caratteristiche dell’impianto.

Scegliere uno scaricatore di sovratensione è estremamente complesso in quanto impone la valutazione di parametri complessi come la tensione nominale, la tensione massima continuativa, la tensione a vuoto, la corrente di scarica, la corrente limp etc. Di nuovo, il consiglio è di affidarsi agli esperti per la scelta del dispositivo più consono alle proprie esigenze e alle caratteristiche dell’impianto elettrico.