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Animali

Cos’è la cavalletta gigante

La cavalletta gigante, che potrebbe sembrare un animale innocuo e poco invasivo, tuttavia costituisce una notevole minaccia per gli equilibri biologici dell’ecosistema, poiché si nutre abbondantemente della vegetazione.

Sono veramente pochi i prati e i cespugli che sopravvivono al passaggio di questi esemplari, in grado di provocare danni estremamente ingenti soprattutto durante determinate stagioni dell’anno.

Esistono moltissime specie di cavallette, che di norma mantengono un equilibrio numerico contenuto, mentre soltanto la locusta (cavalletta gigante) riesce a sbilanciare nettamente le condizioni ambientali.

Di origine africana, simili insetti si sono diffusi un po’ in tutto il mondo, anche per le loro esigenze vitali molto adattabili a qualsiasi contesto.

Quando proliferano eccessivamente arrivano a modificare anche il loro aspetto morfologico allungando la struttura corporea e alterandone il colore.

Una metamorfosi del genere, che è finalizzata a scopi difensivi nei confronti dei predatori, consente la proliferazione irrefrenabile degli esemplari.

Pericolosità della cavalletta gigante

Secondo le testimonianze antiche, la locusta costituì una vera e propria minaccia per la sopravvivenza del genere umano, tanto da essere stata considerata come una “piaga biblica”.

Leggendo le Sacre Scritture si evince che enormi sciami di questi insetti furono responsabili di gravissime carestie, provocate principalmente dall’impossibilità di disaggregare i gruppi di animali, capaci di volare a migliaia e migliaia.

Un branco di locuste, che può arrivare a contenere oltre 80 milioni di esemplari, è in grado di invadere estensioni di territorio ampie fino a 1200 chilometri.

La loro estrema adattabilità a qualsiasi condizione ambientale e climatica le ha rese forti e resistenti, e dotate della capacità di percorrere circa 200 chilometri al giorno.

Questo significa che un intero appezzamento di grano può essere distrutto in un solo giorno, mandando in rovina anche 100mila tonnellate di piante.

Alcuni anni fa si è verificata una terribile devastazione sull’Isola di Madagascar che, nel 2012, ha causato la perdita della maggior parte dei raccolti, provocando una gravissima carestia.

Abitudini comportamentali della cavalletta gigante

La locusta, che è soggetta a un’indomabile fame, è abituata a divorare tutto quello che le capita, senza distinzione di specie vegetali; pertanto dopo il passaggio di uno sciame di simili insetti, il terreno risulta completamente brullo.

Rispetto alla cavalletta normale, quella gigante ha una dimensione corporea triplicata e di conseguenza anche le sue esigenze alimentari sono tre volte superiori.

Si tratta di esemplari di grossa taglia, che da adulti raggiungono fino a 35-50 millimetri (femmine) e 30-40 millimetri (maschi).

Il loro aspetto esteriore presenta un evidente dimorfismo, dato che le femmine sono verdi, mentre i maschi hanno un colore marrone tendente al grigio.

Ampiamente diffuse in tutto il mondo, le cavallette giganti nell’arco della loro esistenza affrontano due differenti fasi: quella migratoria (in gruppo) e una stanziale (in solitudine).

Il rischio maggiore legato al loro comportamento è quello della completa distruzione della vegetazione, comprendente non soltanto la parte aerea, ma anche le radici.

Come combattere le cavallette giganti

Tenendo conto del terribile pericolo che rappresentano per l’agricoltura, le cavallette giganti devono essere combattute con ogni mezzo, in particolare nelle zone ad elevato rischio di invasione.

La prevenzione costituisce forse l’unico mezzo valido per contrastare le invasioni di locuste, poiché spesso gli interventi contro episodi già in atto sono del tutto inefficaci.

I tradizionali insetticidi sono inutili in quanto simili esemplari hanno sviluppato nel tempo una sempre maggiore resistenza nei confronti delle sostanze chimiche.

Per ottenere qualche risultato sarebbe necessario impiegare quantitativi di veleno talmente alti da inquinare pericolosamente l’ecosistema.

Proprio per questo motivo è indispensabile monitorare con attenzione le aree a rischio, per identificare eventuali focolai di ninfe e impedire quindi il loro sviluppo.

Secondo le più recenti linee guida di disinfestazione biologica è anche possibile servirsi di funghi patogeni per le locuste, molto efficaci e soprattutto non inquinanti.