cotone bio
Agricoltura

Triplica il raccolto della prima piantagione italiana di cotone, al ritmo di musica

Il primo esperimento di coltivazioni massive di cotone bio in Italia, in Puglia, l’anno scorso aveva dato un raccolto di circa 5.000 chilogrammi. Quest’anno, al secondo round, i chilogrammi totali di purissimo cotone sono stati 15.000.

Certo, il primo campo coltivato a cotone, nella piana di Capitanata, aveva creato un po’ di curiosità. Questa non è certo una pianta molto diffusa nel nostro Paese. Eppure il buon risultato del primo anno ha spinto ad allargare ulteriormente la superficie coltivata, passando dai 3 ettari iniziali ai 7 ettari coltivati quest’anno portando a un raccolto, come si diceva, triplo.

Va peraltro sottolineato che quello coltivato in Puglia non è solamente cotone biologico: è anche del cotone cresciuto con la musica, secondo i dettami della cosiddetta armonicoltura.

Il cotone biologico

L’azienda Gest, la realtà tessile pugliese guidata da Michele Steduto e Pietro Gentile, ha quindi deciso di percorrere la strada del cotone bio coltivato in Italia. I campi utilizzati presentano tutti la certificazione bio, essendo coltivati senza l’utilizzo di prodotti chimici.

Ma perché è così importante optare per il cotone sostenibile, peraltro in questo caso prodotto a livello locale? Semplice, coltivare del cotone sostenibile in luogo di quello tradizionale vuol dire non rilasciare sostanze chimiche nel terreno, non usare fertilizzanti, utilizzare meno acqua e produrre una quantità minore di emissioni di gas serra.

Abbastanza famoso è per esempio il cotone sostenibile prodotto in Africa, chiamato CmiA, ovvero Cotton Made in Africa. In quel caso il 95% dell’acqua utilizzata è costituito da acqua “verde” ovvero da acqua piovana e da acqua presente nel suolo. Il tessuto finale risulta più morbido e più pregiato.

Per ora, purtroppo, solo una fetta estremamente marginale del cotone è biologico. Il cotone sostenibile rappresenta infatti solamente l’1% del cotone prodotto a livello mondiale.

Il cotone bio made in Italy: pronto 43 ettari di coltivare

Come anticipato, il progetto dell’azienda Gest di coltivare cotone bio in Puglia è già cresciuto nettamente tra il primo e il secondo anno. E per l’anno prossimo, e dunque per il terzo raccolto, il salto sarà ancora più grande.

Quest’anno Gest aveva stretto degli accordi con l’azienda Posta Faugno, mentre per il prossimo anno diversi altri agricoltori locali hanno deciso di mettere a disposizione i propri campi per la piantagione di cotone bio italiano. Si avranno così 50 ettari a disposizione della piantagione. L’obiettivo di Gest è quindi quello di autoprodurre il cotone per le proprie camicie, così da poter portare sul mercato dei prodotti realizzati al 100% in Italia, a partire da materie prime italiane.

Una piantagione a ritmo di musica

L’altra nota peculiare che va sottolineata parlando della prima piantagione di cotone in Italia è quella relativa ai brani musicali. Sui campi di cotone in maturazione, infatti, è stata diffusa costantemente della musica. E non della musica qualsiasi: si tratta di brani con una frequenza esatta di 432 Hz, come insegna l’armonicoltura. Cos’è? Si tratta di una tecnica che è già stata sperimentata in altri campi agricoli, dai pomodori in poi, e che è stata introdotta ora anche nei campi di cotone bio.

L’obiettivo dell’armonicoltura è quello di migliorare la biochimica dell’acqua, la quale andrebbe intesa come memoria nonché come cassa di risonanza naturale, in grado di modulare le reazioni chimiche che interessano le molecole di ogni essere vivente.

Questo per dire, insomma, che la musica non va bene solamente all’uomo: anche le piante possono trarne beneficio. Come spiegano quelli dell’azienda Posta Faugno, «amiamo pensare che è possibile unire ‘armonicamente’ natura, scienza, economia e arte, in un connubio sinergico, produttivo e sostenibile».