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El Niño: cos’è, come funziona e il super evento 2026-27

El Niño è la fase calda del ciclo climatico naturale del Pacifico, l’ENSO (El Niño-Southern Oscillation). Si ripresenta ogni 2-7 anni (WMO, 2026) e altera meteo e temperature in mezzo mondo. L’episodio attuale non è ordinario. Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), le anomalie di temperatura del Pacifico equatoriale supereranno i 2 °C tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Il Met Office britannico parla apertamente di un evento senza precedenti nelle serie di previsione. I suoi modelli segnalano picchi possibili oltre i 3 °C, e per questo giornali e agenzie lo chiamano “super El Niño”.

Cos’è El Niño e come funziona il ciclo ENSO

In condizioni normali, il vento degli alisei soffia da est a ovest lungo l’equatore del Pacifico. Questi venti spingono l’acqua superficiale calda verso l’Asia e l’Oceania. Di fronte alle coste del Sud America risale dal profondo acqua fredda: l’upwelling nutre una delle zone di pesca più ricche del pianeta.

Durante El Niño il meccanismo si blocca. Gli alisei si indeboliscono e l’acqua calda rifluisce verso le Americhe, riscaldando il Pacifico centrale e orientale. La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), l’agenzia oceanica e atmosferica degli Stati Uniti, così riassume le conseguenze: le piogge tropicali si spostano, le correnti in quota deviano e gli effetti si estendono oltre il Pacifico.

Secondo la WMO (comunicato di luglio 2026), un evento di El Niño dura generalmente tra 9 e 12 mesi e nasce di solito tra marzo e giugno. Raggiunge il picco tra novembre e febbraio e influisce maggiormente sulle temperature globali l’anno successivo. Il nome, “il Bambino” in spagnolo, proviene dai pescatori peruviani, che osservavano l’arrivo dell’acqua calda verso Natale.

Questo ciclo oceanico e il tempo di domani stanno tra loro come il clima sta al meteo: El Niño agisce per mesi da condizione di fondo, mentre una perturbazione passa in poche ore.

La Niña è la fase opposta dello stesso ciclo

L’ENSO comprende tre fasi: El Niño, La Niña e una fase neutra. Durante La Niña gli alisei si rafforzano. L’acqua calda si accumula verso l’Asia e l’Oceania, mentre il Pacifico centrale e orientale si raffredda. A livello globale, gli effetti risultano spesso speculari: dove El Niño porta siccità, La Niña porta spesso piogge, e viceversa.

La sequenza degli ultimi anni parte dall’El Niño sviluppatosi tra il 2023 e il 2024, esauritosi a metà 2024 dopo aver contribuito a rendere il 2024 l’anno più caldo mai registrato: +1,55 °C sul livello preindustriale, secondo l’analisi consolidata della WMO di gennaio 2025. È seguita una La Niña debole e intermittente: una prima fase, brevissima, tra dicembre 2024 e aprile 2025 (NOAA), poi residui segnali a fasi alterne fino a inizio 2026. Quel passaggio di fase è raccontato in El Niño sta per terminare: cosa significa?.

La recente sequenza facilita l’interpretazione del 2026. Il bollettino della WMO di maggio 2026 indica che La Niña si è spenta a inizio anno. I modelli hanno virato in poche settimane. La probabilità di El Niño per giugno-agosto 2026 è salita all‘80%, e oltre il 90% per l’autunno. La WMO ha confermato a luglio che le condizioni di El Niño si erano già sviluppate. Ha previsto poi un rapido rafforzamento tra luglio e settembre.

Perché il 2026-27 viene chiamato super El Niño

La dizione “Super El Niño” non è una categoria scientifica riconosciuta: la WMO classifica gli eventi come deboli, moderati, forti o molto forti. Il termine descrive comunque bene i valori di questo episodio, che i meteorologi britannici segnalano come il più intenso da oltre un secolo.

Sulla scala NOAA basata sull’indice Niño-3.4 (NOAA Climate.gov, 2026), un El Niño tipico scalda il Pacifico equatoriale di 1-2 °C rispetto alla media, e un evento che tocca i 2 °C rientra già nella classe degli episodi molto forti. Per il 2026-27, il Met Office prevede valori record oltre i 3 °C nei prossimi mesi. Adam Scaife, responsabile delle previsioni a lungo termine del Met Office, lo ha detto senza giri di parole nel blog ufficiale di agosto 2026. “Dobbiamo essere chiari, questo è un evento senza precedenti. Non ho mai visto un segnale di El Niño così intenso nelle nostre previsioni”.

Tra i precedenti più vicini figurano i “grandi” El Niño del 1982-83, del 1997-98 e del 2015-16, ricostruiti nell’explainer interattivo di Carbon Brief. Per l’evento 2015-16 l’Organizzazione Mondiale della Sanità stimò, nel suo allarme di gennaio 2016, 60 milioni di persone colpite tra siccità, epidemie e insicurezza alimentare.

Rispetto a tutti i precedenti, il contesto attuale ha una novità misurabile: gli oceani non sono mai stati così caldi. Il servizio europeo Copernicus (C3S) ha registrato il 22 agosto 2026 una temperatura media globale della superficie del mare di 21,1 °C. Si tratta di un record assoluto dal 1979, che supera il primato di marzo 2024. Il super El Niño si somma al riscaldamento globale di origine antropogenica (il riscaldamento causato dalle attività umane).

Gli effetti nel mondo: siccità, incendi e piogge estreme

Gli effetti di El Niño variano secondo la regione, ma il copione dei grandi eventi è noto. Secondo la previsione stagionale WMO di luglio 2026, sul Pacifico equatoriale e sul sud degli Stati Uniti le piogge saranno sopra la media. India, Australia, Corno d’Africa, America Centrale e nord del Sud America avranno precipitazioni sotto la media.

Nel 2026 gli aspetti più osservati sono due:

  • Amazzonia e Pantanal: rischio di siccità severa, perché un El Niño molto forte prosciuga i bacini e moltiplica gli incendi forestali. Mongabay riferisce che il Brasile ha assunto un numero record di vigili del fuoco in vista della stagione secca 2026-27.
  • Indonesia: stagione degli incendi partita in anticipo. Sempre secondo Mongabay, a fine luglio 2026 i punti di calore rilevati erano più numerosi che in qualunque anno precedente, comprese le annate devastanti del 2019 e del 2023. Bruciano soprattutto le torbiere tropicali, che rilasciano enormi quantità di CO₂ (anidride carbonica).

Il rischio sanitario e alimentare ricalca quello del 2015-16: raccolti persi, acqua scarsa, epidemie favorite da inondazioni e caldo. Celeste Saulo, segretaria generale della WMO, ha dichiarato a luglio 2026 che l’evento “intensificherà le probabilità di siccità e piogge intense e il rischio di ondate di calore sulla terraferma e negli oceani in molte regioni del mondo”.

Cosa cambia per l’Italia e il Mediterraneo

El Niño influenza l’Europa indirettamente, tramite le cosiddette teleconnessioni: modifiche delle correnti in quota che hanno origine nel Pacifico e raggiungono l’Atlantico. Gli effetti qui sono quindi meno marcati che ai tropici, e la WMO segnala una confidenza più bassa nelle previsioni per l’Europa.

A fine agosto 2026 le indicazioni disponibili evidenziano due elementi. Il primo: la previsione stagionale WMO di luglio-settembre 2026 assegna al sud Europa piogge sopra la media, mentre il nord risulta più asciutto. Il secondo: secondo l’analisi di ilMeteo.it, autunno e inverno 2026-27 potrebbero essere più miti della norma, con meno irruzioni fredde e più fasi anticicloniche.

Per l’Italia il mare resta il fattore critico. Un Mediterraneo molto caldo alimenta con energia e vapore le perturbazioni. Se l’aria fredda in quota scende sopra un mare surriscaldato, aumentano le probabilità di nubifragi, alluvioni lampo e siccità lampo alternate a piogge concentrate. Questi stessi meccanismi rendono urgenti le politiche di adattamento, accanto alla mitigazione.

Cosa aspettarsi tra la fine del 2026 e il 2027

Il picco dell’evento dovrebbe verificarsi tra novembre 2026 e febbraio 2027, seguendo il calendario tipico degli El Niño. L’effetto pieno sulle temperature globali arriverà però nel 2027. Un grande El Niño trasferisce calore dall’oceano all’atmosfera. Per il Met Office è molto probabile che il 2027 diventi l’anno più caldo mai registrato. Questo supererebbe il 2024 e oltrepasserebbe temporaneamente la soglia di +1,5 °C rispetto all’epoca preindustriale.

Un anno con oltre 1,5 °C non equivale ad aver fallito l’obiettivo dell’Accordo di Parigi: come ricorda la WMO (gennaio 2025), quell’obiettivo si valuta su medie di lungo periodo, non su un singolo anno. Indica invece l’anticipazione di un clima che rischia di diventare la norma. Quanto conta mezzo grado? La risposta non è così scontata: la spiega il confronto tra un aumento di 1,5 e uno di 2 °C.

El Niño di solito si esaurisce entro un anno. Il calore che gli oceani hanno accumulato invece persisterà. Il dato sul Pacifico da solo non misurerà questo super evento: sarà decisivo applicare le lezioni del 1997-98 e del 2015-16 per proteggere le comunità più esposte.

Domande frequenti

Cos'è El Niño in parole semplici?

El Niño è un riscaldamento anomalo e periodico delle acque superficiali del Pacifico equatoriale centrale e orientale. È la fase calda del ciclo naturale ENSO e ricorre ogni 2-7 anni, con una durata tipica di 9-12 mesi. Quando si attiva, sposta piogge e correnti atmosferiche su scala planetaria: alcune regioni ricevono siccità e incendi, altre piogge intense e alluvioni. La fase opposta, con acque più fredde della norma, si chiama La Niña.

Perché quello del 2026-27 è definito un super El Niño?

Perché le previsioni indicano anomalie di temperatura del Pacifico equatoriale da record: oltre i 2 °C secondo la WMO, con possibili picchi sopra i 3 °C secondo il Met Office. Un El Niño tipico si ferma a 1-2 °C sull'indice Niño-3.4 (NOAA). I meteorologi britannici lo indicano come l'evento più intenso da oltre un secolo, davanti ai grandi episodi del 1982-83, 1997-98 e 2015-16. "Super El Niño" resta comunque un'etichetta giornalistica: la classificazione ufficiale WMO arriva fino a "molto forte".

El Niño è causato dal cambiamento climatico?

No: El Niño è un ciclo naturale, documentato da secoli e precedente all'era industriale. Il cambiamento climatico però ne modifica il contesto e ne amplifica gli effetti. L'evento 2026-27 parte da oceani mai così caldi: il 22 agosto 2026 Copernicus ha misurato una temperatura media globale della superficie del mare di 21,1 °C, record assoluto. Il calore di El Niño si somma a quello di origine antropogenica, e per questo il 2027 potrebbe diventare l'anno più caldo mai registrato.

Quali effetti avrà El Niño sull'Italia?

Effetti indiretti, mediati dalle teleconnessioni atmosferiche, quindi meno prevedibili che ai tropici. L'outlook stagionale WMO vede piogge sopra la media sul sud Europa tra luglio e settembre 2026, con confidenza bassa. Le analisi di ilMeteo.it indicano un autunno-inverno 2026-27 probabilmente più mite della norma. Il rischio maggiore nasce dall'incrocio con un Mediterraneo surriscaldato: più energia disponibile significa più nubifragi e alluvioni lampo quando arrivano le perturbazioni.

Quanto durerà questo El Niño?

Gli episodi di El Niño durano in media tra 9 e 12 mesi. Quello attuale si è sviluppato a metà 2026, dovrebbe toccare il picco tra novembre 2026 e febbraio 2027 e attenuarsi nella primavera 2027. L'effetto sulle temperature globali si sentirà soprattutto nel 2027, l'anno successivo all'innesco, come accade tipicamente. Gli aggiornamenti ufficiali mensili arrivano dai bollettini ENSO della WMO e dai centri di previsione come NOAA e Met Office.

Le fonti

  • Copernicus C3S: Daily global sea surface temperature breaks 2024 record — link allo studio
  • OMS: El Niño threatens at least 60 million people in high-risk developing countries (2016) — link allo studio
  • UN News: El Niño threatens at least 60 million people, 2016 — link allo studio
  • Met Office: An 'unprecedented' El Niño and its implications for the weather forecast — link allo studio
  • WMO: El Niño is forecast to intensify, increasing likelihood of extreme weather — link allo studio
  • WMO: El Niño/La Niña Update, maggio 2026 — link allo studio
  • Carbon Brief: How the 'super El Niño' will reshape the world's weather — link allo studio
  • NOAA: What are El Niño and La Niña? — link allo studio
  • NOAA Climate.gov: El Niño & La Niña (ENSO) — link allo studio
  • WMO: WMO confirms 2024 as warmest year on record at about 1.55 °C above pre-industrial level — link allo studio
  • La Niña has ended, NOAA Climate.gov: April 2025 ENSO update — link allo studio
  • Mongabay: World must look to the past to prepare for likely unprecedented El Niño — link allo studio
  • Mongabay: Indonesia shows elevated fire hotspot activity in 2026 as super El Niño threat looms — link allo studio
  • Scientific American: Earth's oceans just hit their hottest temperature ever recorded — link allo studio
  • Al Jazeera: El Niño set to be most intense 'for over a century': UK forecasters — link allo studio
  • ilMeteo.it: El Niño sempre più forte: cos'è e quali effetti può avere già in autunno anche in Italia — link allo studio