FARMAGEDDON. Dobbiamo conoscere il vero costo di quello che mangiamo. È questo lo spirito che ha spinto Ciwf International (Compassion in world farming) ad avviare la campagna Farmageddon, per far conoscere ai consumatori il drammatico mondo degli allevamenti intensivi e a basso costo. Ma l’iniziativa di Ciwf non è puramente una denuncia: l’obiettivo concreto è quello di trovare soluzioni alternative per un cibo e per un’agricoltura migliori.

ALLEVAMENTO INTENSIVO ALLA GOGNA. L’allevamento intensivo coinvolge ogni anno nel mondo più di 50 miliardi di animali. In questo processo gli animali finiscono per essere pura merce, inseriti in un contesto che punta unicamente a massimizzare la propria produzione. Ma secondo Ciwf l’allevamento intensivo non va a danneggiare solamente gli animali: tale pratica avrebbe degli impatti altamente negativi anche sul cambiamento climatico, portando alla perdita della biodiversità e all’insicurezza alimentare. Stando alle cifre concrete, l’allevamento intensivo non è in nessun caso una soluzione efficiente per combattere la fame, tutt’altro: «per ogni cento calorie di raccolti utilizzati come mangimi per gli animali da allevamento otteniamo solo 30 calorie di carne e prodotti caseari; una perdita del 70%». Con questo comportamento totalmente illogico ed assurdo, «gli esseri umani vengono messi in competizione con gli animali per il cibo».

RIVOLUZIONE AGRICOLA E ALIMENTARE. Partendo da queste basi, quello dell’allevamento intensivo finisce per essere una tema scottante per la sostenibilità del pianeta, un problema che quindi va affrontato al più presto. Per fare questo, Ciwf si propone di instaurare delle collaborazioni costruttive con le aziende alimentari, affinché venga messa in atto una vera e propria transizione verso una filiera più sostenibile e più etica. Insomma, quello che viene invocata da Ciwf è una rivoluzione agricola e alimentare, in grado di promuovere sia il nostro benessere che quello degli animali.

IL VIDEO DALLA CINA. Il  direttore internazionale di Ciwf International, Philip Lymbery, si è recato in Cina per visitare un piccolo allevamento di suini. Lì ha potuto documentare come le condizioni in cui vengono tenuti gli animali siano pessime, proprio come negli allevamenti più grandi visitati in precedenza, se non addirittura peggiori. Le scrofe vengono tenute in spazi così stretti da non riuscire nemmeno a voltarsi o a sdraiarsi e vengono sottoposte a trattamenti farmacologici che ne aumentano la fertilità.

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