Il buon Albert Einstein diceva sempre “solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi”. Forse avrebbe dovuto aggiungerne una terza: i No degli ambientalisti.

Infatti sembra che non ci sia limite ai “No” che si possono dire in Italia: dai No Tav ai No Triv, dai No Tap ai No Oil, dai No Expo ai No Post Expo (sembra una battuta, ma è vero). Per non farci mancare nulla, all’elenco dei gruppi contrari a opere di pubblica utilità si aggiungono i No Geotermia, che si oppongono ai nuovi progetti di sfruttamento dell’energia geotermica in Italia.

Energia pulita dalla geotermia

La cosa buffa è che quella geotermica è una fonte di energia rinnovabile, e quindi verde, ancora non molto diffusa nel mondo ma in crescita. La geotermia si basa sullo sfruttamento del calore naturale che proviene dal suolo ed è molto sfruttata da paesi il cui territorio è ricco di vulcani, come l’Islanda, dove arriva a coprire il 30% del fabbisogno nazionale e a scaldare ben l’85% delle case. Da noi siamo ancora molto indietro, praticamente l’unica regione ad ospitare delle centrali geotermiche è la Toscana, anche se proprio qui sorge il più grande impianto al mondo, quello del Monte Amiata. Ed è proprio qui che si combatte la battaglia.

«Il nemico è l’ignoranza, fermiamoci, riflettiamo e variamo le regole perché sia garantito che il dilagare delle trivelle non causi terremoti, subsidenza, inquinamento delle acque» dice Vittorio Fagioli, portavoce della Rete nazionale No Gesi – (sic!) – (Geotermia elettrica speculativa e inquinante). Accuse che tuttavia non sono mai state dimostrate, ma questo non sembra disturbare nessuno. Il monopolio era sempre stato detenuto da Enel Green Power, mentre negli ultimi anni due decreti, il 22 del 2010 e il 28 del 2011, hanno liberalizzato il settore, autorizzando 10 progetti pilota di sfruttamento geotermico. Ovviamente la cosa ha scatenato le ire degli ambientalisti, che come sempre paventano la distruzione dell’ambiente da parte di biechi affaristi senza scrupoli.

Mi sembra un tipico caso di “darsi da soli la zappa sui piedi”, dato che l’energia geotermica, che è considerata pulita e ad emissioni zero, potrebbe aiutare a incrementare il peso delle fonti alternative e a ridurre la dipendenza del nostro paese dal carbone, che è in assoluto la fonte più inquinante.

E infatti Paolo Frankl, direttore dell’unità rinnovabili dell’Agenzia internazionale dell’energia, ammonisce: «I lavori delle centrali devono essere fatti a regola d’arte, vanno rispettate le procedure di impatto ambientale, ma la geotermia è e resta energia pulita. E noi abbiamo un disperato bisogno delle tecnologie pulite per fare passi avanti verso la decarbonizzazione».

Ça va sans dire, non si possono permettere progetti di sviluppo che violino le severe normative ambientali italiane. Le opere devono essere realizzate nel rispetto delle leggi e dell’ambiente, che è patrimonio di tutti. Ma detto questo, perché essere sempre e comunque contro qualunque nuovo progetto energetico, anche quelli realizzati nel rispetto dell’ambiente? La mia opinione è che ormai nel nostro paese sia quasi diventato un riflesso condizionato. Vuoi realizzare una grande opera pubblica in grado di creare posti di lavoro e ricchezza e magari ridurre la dipendenza energetica dalle fonti inquinanti e dall’estero (e alleggerire così anche la bolletta della corrente)? Non puoi! Perché? Perché no, ecco perché!

E intanto che si perde tempo a fare ostruzionismo, l’economia italiana stenta a riprendersi e i giovani fuggono all’estero. Ma questo al grande e trasversale partito del No non interessa.

www.goccediverita.it

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