Il Melomys rubicola e il suo piccolo paradiso corallino

Lo si poteva confondere benissimo con un qualsiasi topolino: un piccolo roditore, lungo circa 15 centimetri, dal pelo bruno, rossiccio e grigiastro, con il ventre bianco. Senonché, sono ben pochi gli uomini che hanno avuto realmente la possibilità non solo di confonderlo con un topo, ma anche di vederlo: questo roditore viveva infatti unicamente in un’isola corallina dello stretto di Torres, tra il Queensland australiano e la Papua Nuova Guinea. Un’isoletta che sembrava pensata proprio per questo piccolo animaletto, il Melomys rubicola: da una parte all’altra, infatti, questo sedimento corallino emerso misurava solamente 340 metri di lunghezza e 150 metri di larghezza.

Il primo mammifero estinto per il cambiamento climatico

Senonché, a causa dell’uomo, quest’isola, dal paradiso che era per questi piccoli roditori, è diventata la loro rovina: un rapporto dell’Università del Queensland ha infatti dichiarato il melomys di Bramble Cay estinto in natura. L’ultimo essere umano ad aver visto un melomys sull’isola è stato un pescatore, nel 2009: da allora più niente, nonostante i tentativi portati avanti dagli scienziati pert trovare anche solo un esemplare in vita. Durante il 2014, come ha dichiarato Luke Leung dell’Università del Queensland, «900 trappole per piccoli animali, 60 telecamere per la visione notturna e due ore di ricerche diurne non hanno portato a nessun avvistamento della specie». È stato dunque inevitabile dichiarare l’estinzione dell’unica popolazione di questo roditore mai esistita, la quale assume anche un’importanza drammatica del tutto particolare: questo è infatti probabilmente il primo mammifero del mondo – e della storia – ad essere dichiarato estinto a causa del cambiamento climatico di origine antropica, ovvero causato dall’uomo.

Continui allagamenti delle tane

Come si diceva, la paradisiaca isola corallina in cui viveva il melomys si è trasformata in una trappola: secondo gli scienziati il progressivo innalzamento del livello del mare e l’aumento dei fenomeni meteorologici estremi avrebbero portato all’allagamento delle tane dei roditori più e più volte, decretandone così la morte temporale dopo temporale. Per quanto riguarda il livello dei mari, in particolare, i dati raccolti dall’Agenzia americana per la protezione dell’ambiente sono sempre più allarmanti: a partire dal 1993 il livello dei mari è aumentato dai 0,28 ai 0,35 centimetri all’anno, con una velocità doppia rispetto a quanto registrato dei decenni precedenti.

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