cervo volante
Animali

Il cervo volante è davvero pericoloso?

Il cervo volante è un insetto che, all’apparenza, potrebbe sembrare spaventoso e alcuni, incontrandolo, potrebbero avere l’istinto di ucciderlo.

Molte persone, in realtà, si domandano se il cervo volante sia davvero pericoloso.

Anche se il suo aspetto appare piuttosto sinistro, questo insetto risulta innocuo per l’uomo e utile all’ecosistema.

Purtroppo, il cervo volante non è adeguatamente ripagato per la sue funzioni e, addirittura, rischia l’estinzione.

Perché il cervo volante appare pericoloso

A prima vista, avvistare un cervo volante nel proprio giardino non sembra un incontro dei migliori.

Il suo volo estremamente rumoroso e lento potrebbe infastidire, come se già non bastassero forma e colore.

Il lucanus cervus, così si chiama il coleottero nell’universo delle classificazioni scientifiche, appare alquanto spaventoso, a causa delle sue dimensioni, che in alcune specie superano gli 8 centimetri di lunghezza, il colore nero carbone e le grandi mandibole dentate, presenti negli esemplari maschi.

È proprio quest’ultimo elemento a destare la principale fonte di preoccupazione nelle persone, dal momento che le mandibole, particolarmente sviluppate, sono a prima vista inquietanti.

Inoltre, nelle lotte tra animali della stessa specie, sono proprio questi componenti ad aiutare i cervi volanti a sopravvivere.

Per l’uomo, tuttavia, questi insetti sono assolutamente inoffensivi e, viste le loro abitudini alimentari, rivestono un ruolo fondamentale per il mantenimento del delicato equilibrio del terreno, sin da quando si trovano allo stato larvale.

L’utilità del cervo volante per l’ecosistema e, in definitiva, per l’essere umano

La maggior parte delle persone non sa che il cervo volante rientra nella lista delle specie maggiormente minacciate.

Questo elenco è redatto a cura dell’IUCN, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

Con sede a Gland, in Svizzera, questa organizzazione indica, periodicamente, le specie animali in pericolo, sulla base di dati raccolti in occasione di studi specifici.

Il coleottero, che compie il suo ciclo vitale con la comparsa degli adulti durante i mesi estivi, vive prevalentemente i boschi di latifoglie, ma popola anche le città, nei parchi e nei viali, ricchi di alberi.

L’utilità del cervo volante per l’ambiente è da ricondurre alle larve, le quali sono solite nutrirsi del legno in decomposizione. Tramite questo processo, le loro larve contribuiscono alla produzione di humus, sostanza ricchissima di elementi nutritivi per il terreno.

Anche in età adulta, però, il cervo volante mantiene il suo rilievo per l’ecosistema, in quanto si ciba unicamente di linfa prodotta dagli alberi e di frutta matura, ricche di sostanze nutrienti.

Durante il loro ciclo di vita, che può durare anche 10 anni, i cervi volanti trascorrono gran parte del loro tempo rosicchiando e rielaborando materiale in decomposizione.

Senza l’azione incessante e preziosissima di questi insetti, l’equilibrio ambientale non sarebbe lo stesso.

Perché i cervi volanti sono in pericolo e rischiano l’estinzione

L’habitat naturale del cervo volante è costituito dalle zone collinari e dalle aree boschive, ricche di vegetazione e alberi.

La problematica principale, che minaccia seriamente la sopravvivenza di questa specie di insetto, è rappresentata dalla progressiva distruzione dell’ambiente boschivo.

Questo fenomeno, noto anche con il termine deforestazione, è inarrestabile e determina l’estinzione di diverse specie animali.

Per quanto riguarda il cervo volante, si tratta di un insetto fortemente a rischio, tanto che è stato inserito nella lista rossa dell’IUCN.

Il contributo all’ecosistema del cervo volante è però fondamentale, perché il terreno si mantiene fertile e ricco di sostanze nutritive, grazie al nutrimento che l’insetto ricava dagli elementi in decomposizione.

Ecco perché, non solo tutti dovrebbero avere estrema cura di questi animali, ma impegnarsi a preservarne l’integrità, nell’interesse comune.