La regina dell’avorio

A vederla potrebbe sembrare una simpatica nonnina cinese, con tanto di occhialini e guancette rotonde. E invece quella donna dall’aspetto innocuo altro non è che la ‘Regina dell’avorio’, mandante dell’uccisione di oltre 350 elefanti e trafficante internazionale di avorio. Yang Feng Glan, nata a Pechino 66 anni fa ma insediata in Africa da molto tempo, è stata finalmente arrestata in Tanzania la settimana scorsa. La donna, accusata di contrabbando di avorio, rischia circa 30 anni di galera, oltre alla multa esorbitante che le è già stata presentata: ben 1,8 milioni di euro. Insomma, l’arresto di Yang Feng Glan è anche e soprattutto un ammonimento per tutti coloro i quali orbitano nel mondo del bracconaggio degli elefanti e nel mercato nero dell’avorio.

L’avorio e la Cina

Nonostante le molte campagne di sensibilizzazione e la continua lotta al traffico illegale, la caccia all’avorio è ancora ben viva in Africa, soprattutto in virtù della continua richiesta di avorio da parte di molti ricchi stranieri. Il paese più ghiotto di avorio è proprio la Cina, che assorbe circa il 70% delle zanne trafugate a livello mondiale. Le stime degli animalisti parlano chiaro, e puntano il dito contro quei cinesi che sembrano avere in mano il futuro degli elefanti: la Cina sarebbe infatti la responsabile della morte di più di 100 mila elefanti, uccisi in meno di un decennio.

8.500 elefanti in sei anni

Yang Feng Glan fungeva da collegamento tra i contrabbandieri cinesi e i bracconieri della Tanzania, un ruolo che ella avrebbe ricoperto dal 2000 al 2014. Certo il suo arresto non fermerà la sistematica uccisione degli elefanti africani, ma rappresenta sicuramente un primo importante passo per le autorità africane e per gli animalisti di tutto il mondo: basti pensare che la sola Tanzania avrebbe perso circa 8.500 elefanti negli ultimi sei anni. E tutto questo succede a ben 26 anni dalla legge che vietò totalmente il commercio d’avorio, dichiarato illegale nel 1989.

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