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Animali

Monaci buddisti accusati di abusi contro le tigri in Thailandia

La favola dei monaci buddisti

Il Tempio delle Tigri di Kanchanaburi, in Thailandia, è nato nel 1999: qui un gruppo di monaci buddisti alleva alcune tigri. Il luogo è diventato ben presto una meta turistica famosa a livello mondiale, con turisti che pagano fino a 180 dollari per farsi fare una foto in compagnia di una tigre. La storia che i monaci raccontano ai visitatori narra di un cucciolo di tigre condotto al tempio dopo che un cacciatore ne aveva ucciso la madre: da allora, affermano i monaci, ogni cucciolo indifeso, privato dai genitori a causa della caccia, viene portato al tempio, così da garantirne la vita e il benessere. Con questa favola i religiosi del tempio si garantiscono un afflusso giornaliero di circa 900 turisti, con un conseguente introito di denaro davvero notevole.

I maltrattamenti e le sevizie

Purtroppo, però, dietro alla favola c’è la dura e drammatica realtà delle tigri, vittime di veri e propri maltrattamenti e di sfruttamento. Le tigri, quando non vengono utilizzate come orsacchiotti da abbracciare davanti ai turisti, vengono rinchiuse in gabbie piccolissime, nutrite attraverso una dieta praticamente vegetariana che nulla ha a che vedere con il bisogno di carne rossa di questi animali, che vengono addirittura spruzzati con la loro stessa urina quando il loro comportamento non è conforme a quello voluto dai monaci. Oltre a ciò, degli animalisti hanno denunciato vere e proprie sevizie ai danni degli animali, presi a bastonate e a pugni dai monaci per il loro ‘apprendimento’, per non parlare poi dei narcotizzanti costantemente dati agli animali affinché restino docili.

Lo sgombero del Tempio delle Tigri

E i monaci, nel loro famosissimo Tempio delle Tigri, non si ‘prendevano cura’ solamente di tigri, ma anche di orsi e sciacalli. Senonché, dopo le crescenti accuse del mondo degli animalisti, i monaci sono stati accusati di traffico illegale di specie a rischio e di abusi contro gli animali. Alcuni mesi fa il governo di Bangkok ha prelevato tutti gli orsi, e il 30 maggio ha dato il via anche allo sgombero delle tigri, in tutto 137 esemplari. Tutti gli animali saranno ora trasportati verso una serie di rifugi localizzati in altre località del paese: l’unica speranza è che il loro futuro sia migliore di quello che hanno dovuto patire fino ad oggi. Ma questo dipende unicamente dal governo thailandese, il quale si è assunto un impegno oneroso ed estremamente delicato.