Orango
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Orango: perchè è a rischio estinzione?

L’orango è uno degli animali più simili all’uomo, con il quale l’essere umano condivide buona parte del patrimonio genetico. Si tratta di un animale pacifico, ma purtroppo attualmente si trova in pericolo di estinzione, tanto che si trovano pochissimi esemplari, situati tutti in aree protette tra la Malesia e l’Indonesia. Nell’ultimo mezzo secolo il numero di oranghi presenti nel mondo è stato quasi dimezzato e le previsioni non sono per niente positive. Tra le cause principali di questo problema vi è la deforestazione e la conseguente perdita dell’habitat.

Un gigante buono da proteggere

L’orango è un animale di dimensioni ragguardevoli e molto agile. Nonostante questo possiede un’incredibile indole pacifica e per nulla aggressiva. Per questa ragione, l’orango viene considerato il “gigante buono” del regno animale. Questa sua caratteristica è sicuramente un’altra delle cause che sta portando la specie all’estinzione. Totalmente incapace di difendersi, l’orango viene preso di mira da bracconieri e cacciatori, oltre a vedersi ridurre ogni giorno di più il proprio habitat a causa della deforestazione praticata dall’uomo.

Caratteristiche dell’orango

L’orango ama vivere nei boschi e nelle foreste e odia letteralmente l’acqua, dalla quale si tiene sempre ben lontano. La foresta pluviale rappresenta l’habitat ideale fatto di grandi alberi su cui rifugiarsi e con ampie foglie per potersi riparare durante i temporali. Questo ambiente, inoltre, fornisce agli oranghi il cibo che preferiscono dal momento che questi animali si nutrono prevalentemente di frutti, fiori e foglie. Gli oranghi sono i mammiferi arboricoli più grandi esistenti sul pianeta e adorano spostarsi da un albero all’altro, non potendo sfruttare il sottobosco troppo fitto di vegetazione. Le dita di mani e piedi prensili permettono di sorreggersi facilmente su rami e alberi. Non amano vivere in gruppi e preferiscono costituire dei nuclei familiari piccoli che comprendono una o due femmine coi rispettivi piccoli. Generalmente, maschi e femmine, si incontrano soltanto durante la fase dell’accoppiamento. Il maschio è facilmente riconoscibile perché è molto più grande della femmina e presenta un pelo rossiccio con muso pronunciato e guance piene, da gonfiare per corteggiare o spaventare eventuali rivali. Le femmine, invece, raggiungono la maturità più o meno a 7 anni, mentre il maschio intorno ai 10-15 anni, motivo per cui le dimensioni sono molto maggiori rispetto a quelle dell’altro sesso.

Orango – Una specie a rischio concreto di estinzione

L’orango è stato inserito nella “Red List” che include gli animali più a rischio di estinzione. In sostanza, se non verranno presi provvedimenti seri e veloci tutte le specie di orango presenti sul pianeta finiranno per scomparire.

Oltre alla deforestazione, ci sono altre due cause fondamentali che stanno portando a questo triste e inesorabile declino. Il bracconaggio, infatti, rappresenta un’altra causa di riduzione del numero di animali presenti ed è strettamente correlato alla deforestazione. Eliminando l’habitat, gli oranghi sono più esposti ai cacciatori che li abbattono per ottenere souvenir da vendere al mercato nero. Altri li abbattono perché li ritengono una minaccia alle colture, mentre altri ancora li uccidono per nutrirsene. Oltre a tutto questo, gli oranghi sono oggetto di un fitto commercio illegale, nonostante questo sia espressamente vietato. Ogni anno sembrerebbe che vengano venduti circa un migliaio di cuccioli di contrabbando.

Ancora non si fa abbastanza per proteggerli

Diversi governi ed enti privati hanno cercato di promuovere iniziative per la salvaguardia degli oranghi, costruendo centri per la riabilitazione e l’accoppiamento e organizzando campagne per sensibilizzare l’opinione pubblica sul pericolo dell’estinzione. Ma nonostante esistano alcune aree protette, gran parte degli animali vivono al di fuori di esse, rimanendo esposti ai pericoli. L’aspetto più assurdo di tutto questo è che per questi pacifici animali dalla grande intelligenza, la morte arriva da quello che è il loro “parente” più vicino, l’uomo, con cui condivide gran parte del patrimonio genetico ma non il medesimo rispetto per gli altri esseri viventi.