Animali

L’orso polare sta diventando cannibale per colpa dell’uomo

Durante una spedizione artica dei ricercatori hanno visto un orso polare adulto che si stava cibando di un cucciolo

La fame dell’orso polare

Difficile immaginare una sorte peggiore per l’orso polare: in questi anni sono state continue le notizie allarmanti riguardanti questo animale, messo sempre più a rischio dal cambiamento climatico che sta stravolgendo i ghiacci del Mar Glaciale Artico. Lassù, intorno al Polo Nord, lo spazio vivibile sta venendo meno, e tutti i mutamenti imposti dall’uomo alla natura stanno modificando non solo l’ambiente, ma anche i comportamenti e le abitudini di vita più elementari di alcune specie animali. Non fa eccezione nemmeno la catena di nutrizione alimentare: è infatti notizia recente che l’orso polare, proprio in conseguenza del surriscaldamento del circolo polare artico, avrebbe iniziato a sviluppare comportamenti cannibali.

Un carnivoro senza prede

Le prede naturali degli orsi polari sono i pesci e le foche: l’orso polare, anche detto orso marino, condivide infatti con l’orso dell’Alaska il titolo di più grande mammifero carnivoro vivente sulla terra. Per sopravvivere questo possente animale non deve mai allontanarsi troppo dalle zone in cui è possibile trovare delle foche, ma la liquefazione dell’Artico sta facendo scomparire anche le prede naturali dell’orso bianco.

La drammatica scoperta

Possiamo solo immaginare cosa deve aver provato la ricercatrice e fotoreporter Jenny Ross quando, durante una spedizione nell’Artico, ha suo malgrado visto in lontananza un orso polare maschio divorare un cucciolo della sua stessa specie. Dapprima i ricercatori hanno voluto credere che, perlomeno, il cucciolo fosse morto per cause naturali, e che solo dopo l’orso adulto avesse deciso di cibarsene per sfamarsi da un lungo digiuno. Ma, come ha riportato Jenny Ross, il comportamento dell’orso diceva bene altro. Il cambiamento climatico dunque può portare anche a questo, a mutamenti comportamentali estremi e crudeli, i quali alla lunga potrebbero influire anche sul patrimonio genetico di una specie. Un dramma nel dramma, con la sorte dell’orso polare sempre più appesa a un filo: cosa si può infatti sperare, se quei deboli e indifesi cuccioli, nati in un ecosistema in continuo peggioramento, vengono divorati dai propri genitori, prede della fame più disperata?

La colpa è dell’uomo

In natura il cannibalismo è sempre esistito: basti pensare alle api, alle mantidi religiose, o persino al leone. Ma per l’orso polare questo comportamento è del tutto nuovo. Questo animale vive infatti in branco, è monogamo e rispetta gli altri gruppi. Per aggiudicarsi i migliori territori di caccia, è vero, gli orsi polari si affidano a feroci combattimenti, i quali però sono sempre leali e del tutto circoscritti. È la fame, pura e senza scampo, ad aver trasformato questo animale in un assassino cannibale. E la fame è frutto del cambiamento climatico, del quale i responsabili siamo noi umani: non è quindi difficile vedere sulle nostre mani il sangue di quegli indifesi cuccioli di orso bianco.