Pika: il mammifero indicatore del cambiamento climatico
Aggiornato il 13 luglio 2026
Il pika è un piccolo mammifero di montagna del genere Ochotona, imparentato con conigli e lepri e non con i roditori: circa 30 specie che vivono sui rilievi di Asia e Nord America, quasi sempre oltre i 2.000 metri di quota. È diventato un simbolo del cambiamento climatico perché, molto sensibile al caldo, arretra sempre più in alto: il pika americano (Ochotona princeps) ha già perso interi settori di areale, mentre il rarissimo pika di Ili (Ochotona iliensis) è classificato come “in pericolo” dalla IUCN Red List, con meno di 1.000 individui rimasti.
Che animale è il pika
Il pika appartiene ai lagomorfi, lo stesso ordine di conigli e lepri: non è quindi un roditore, come spesso si crede. Gli adulti misurano circa 20 centimetri e pesano fino a 200-250 grammi, con orecchie corte e arrotondate, zampe brevi e, in molte specie, coda praticamente assente. La pelliccia folta e le forme tondeggianti gli danno quell’aspetto da “peluche” che lo rende immediatamente riconoscibile.
A rendere il pika un animale davvero particolare è il suo comportamento. Per superare l’inverno d’alta quota senza andare in letargo, raccoglie erba, muschi e piante che essicca al sole e accumula in veri e propri cumuli di fieno (i cosiddetti haypiles), riserve alimentari che gli permettono di restare attivo anche sotto la neve. È un animale schivo e territoriale, che si muove con agilità tra le rocce.
Va chiarito un equivoco frequente: il pika non è un animale domestico. È una specie selvatica adattata al freddo estremo e alle alte quote, non idonea alla vita in cattività. La sua somiglianza con Pikachu alimenta un’associazione popolare, ma si tratta più di un legame visivo che di una vera parentela con il celebre personaggio: il nome del Pokémon deriva, secondo la ricostruzione ufficiale, da onomatopee giapponesi più che dal nome dell’animale.
Dove vive il pika: habitat e distribuzione
Il genere Ochotona è legato agli ambienti freddi d’alta quota: praterie alpine, pietraie e ghiaioni (i talus) dell’Asia centrale e del Nord America. Sono animali che tollerano male il calore, tanto che poche ore di esposizione a temperature elevate possono risultare letali: per questo restano confinati dove il clima è più fresco.
Il pika americano si distribuisce lungo le montagne occidentali del continente, dal New Mexico fino alla Columbia Britannica, con popolazioni tipicamente sopra i 2.000 metri. Il pika di Ili, invece, ha un areale molto più ristretto: è endemico di un settore dei monti Tian Shan, nella regione cinese dello Xinjiang, dove vive oltre i 2.800 metri tra rocce e pareti. È un punto importante, perché la vecchia idea di un pika diffuso indistintamente tra Asia, America ed Europa vale al massimo per il genere nel suo insieme, non per la singola specie di Ili, che è invece strettamente localizzata.
Il pika, sentinella del clima
Il pika è oggi uno degli animali più citati come specie-indicatore del riscaldamento globale, cioè come organismo la cui salute segnala lo stato di un intero ecosistema. Il motivo è la sua fisiologia: vive vicino ai limiti termici che può sopportare, e quando il clima si scalda l’unica via di fuga è salire di quota. Il problema è che una montagna non è infinita: arretrando sempre più in alto, prima o poi il pika “sbatte contro la cima” e resta senza habitat. Gli ecologi hanno definito questo meccanismo “scala mobile verso l’estinzione”.
Il caso più documentato è quello del pika americano nel Great Basin nordamericano, dove le popolazioni hanno mostrato una contrazione dell’areale verso l’alto in parallelo con l’aumento delle temperature. Uno studio pubblicato sul Journal of Biogeography nel 2015 ha mostrato che la temperatura estiva e la superficie di habitat disponibile permettono di prevedere le estinzioni locali dei pika in California (Stewart et al., 2015). Un’altra ricerca, uscita su PLOS ONE nel 2017, ha documentato la scomparsa del pika da un’area di circa 165 km² nella Sierra Nevada, dove le stazioni meteorologiche hanno registrato un aumento di 1,9 °C tra il 1910 e il 2015 (PLOS ONE, 2017). È uno dei primi casi in cui il cambiamento climatico viene collegato all’estinzione di una specie non ai margini, ma nel cuore stesso del suo areale.
Status IUCN e specie a rischio
Non tutte le specie di Ochotona sono minacciate: molte popolazioni restano stabili. Il quadro cambia però per alcune specie a distribuzione ristretta, dove la combinazione di clima, habitat frammentato e pressioni umane pesa di più.
Il caso simbolo è il pika di Ili. Scoperto solo nel 1983 dallo zoologo Li Weidong, è stato osservato pochissime volte in natura ed è oggi classificato come “in pericolo” (Endangered) nella IUCN Red List, con una popolazione stimata sotto i 1.000 individui. Lo studio di Li e Smith pubblicato su Oryx nel 2005 aveva già documentato un calo drammatico della specie in diverse aree del suo areale, raccomandando il passaggio da “vulnerabile” a “in pericolo” (Li & Smith, 2005). Tra le cause indicate: l’aumento delle temperature, la pressione del pascolo, l’inquinamento atmosferico e la frammentazione dell’habitat sulle pareti rocciose dove il pika di Ili trova rifugio.
Conservazione
Proteggere il pika non è semplice. Si tratta di specie elusive, che vivono in ambienti impervi e difficili da monitorare, e per alcune, come il pika di Ili, mancano ancora aree protette dedicate e programmi strutturati di tutela. La conservazione passa soprattutto dalla salvaguardia degli habitat d’alta quota e dei corridoi che collegano le popolazioni, oltre che da un monitoraggio costante nel tempo.
C’è un aspetto che va oltre la singola specie. Proprio perché è così sensibile alle variazioni di temperatura, il pika funziona come un termometro degli ecosistemi montani: la sua ritirata verso l’alto anticipa stress che riguardano l’intero sistema, dalla vegetazione agli altri animali che dipendono dagli stessi ambienti. Osservare cosa accade al pika, in questo senso, significa leggere in anticipo cosa sta succedendo alla montagna.
Perché la sorte del pika riguarda anche noi
Gli ecosistemi montani non sono solo il regno di animali curiosi come il pika: regolano la disponibilità d’acqua, influenzano il clima locale e ospitano una parte importante della biodiversità. La progressiva risalita del pika verso le cime è, in questo quadro, un segnale d’allarme sulla velocità con cui il riscaldamento sta cambiando questi ambienti. Continuare a studiare e monitorare le specie-sentinella non serve solo a salvare un piccolo mammifero dall’aspetto tenero: serve a capire, con un certo anticipo, quanto in fretta stanno cambiando le montagne su cui contiamo anche noi.
Domande frequenti
Che animale è il pika?
Il pika è un piccolo mammifero di montagna del genere Ochotona, non un roditore
ma un lagomorfo, cioè un parente stretto di conigli e lepri. Esistono circa 30 specie,
diffuse sui rilievi di Asia e Nord America, quasi sempre oltre i 2.000 metri di quota.
Ha corpo tondeggiante, orecchie corte e arrotondate e una folta pelliccia che gli ha
valso il soprannome di “peluche vivente”. Si nutre di erbe e piante d’alta quota.
Il pika è legato al Pokémon Pikachu?
La somiglianza tra il pika e Pikachu alimenta un’associazione molto diffusa, ma è più
un legame visivo che etimologico: secondo la ricostruzione ufficiale il nome Pikachu
deriva da onomatopee giapponesi (“pika”, lo scintillio, e “chu”, il verso del topo),
non dal nome dell’animale. Resta il fatto che l’aspetto tenero del pika ne ha fatto
un’icona pop, utile per avvicinare il pubblico a una specie poco conosciuta.
Perché il pika è considerato una sentinella del clima?
Il pika è molto sensibile alle temperature elevate e vive legato al freddo d’alta quota.
Quando il clima si scalda tende a spostarsi verso quote più alte, finché non resta più
montagna sopra di lui: un meccanismo che gli studiosi chiamano “scala mobile verso
l’estinzione”. Per questo il pika americano (Ochotona princeps) è uno degli animali
più studiati come specie-indicatore degli effetti del riscaldamento sugli ecosistemi
montani.
Il pika è a rischio estinzione?
Dipende dalla specie. Molte popolazioni di Ochotona sono ancora stabili, ma alcune
sono in difficoltà. Il caso più grave è il pika di Ili (Ochotona iliensis), endemico
della Cina nord-occidentale, classificato come “in pericolo” (Endangered) dalla IUCN
con meno di 1.000 individui stimati. Anche diverse popolazioni di pika americano hanno
perso terreno nei settori più caldi e bassi del loro areale.
Dove vive il pika?
Il genere Ochotona occupa praterie alpine, pietraie e ghiaioni d’alta quota dell’Asia
centrale e del Nord America. Il pika americano si distribuisce dalle montagne del New
Mexico fino alla Columbia Britannica, in genere sopra i 2.000 metri. Il pika di Ili,
invece, è endemico di un settore ristretto dei monti Tian Shan, nella regione cinese
dello Xinjiang, dove vive oltre i 2.800 metri tra rocce e pareti.
Le fonti
- Ochotona iliensis (Ili Pika) — Amazing Species, IUCN Red List — link allo studio
- Dramatic decline of the threatened Ili pika Ochotona iliensis in Xinjiang, China (Li & Smith), Oryx (Cambridge University Press), 2005 — link allo studio
- Summer temperature and habitat area predict pika extirpations in California (Stewart et al.), Journal of Biogeography, 2015 — link allo studio
- Apparent climate-mediated loss and fragmentation of core habitat of the American pika in the Sierra Nevada, PLOS ONE, 2017 — link allo studio




