Boschi Vivi è un servizio che farà sicuramente parlare molto di se. Si tratta molto semplicemente di un servizio di interramento delle ceneri integrato a servizi forestali nel rispetto della persona, dei famigliari, del territorio e della natura e si tratta di un’innovazione del tradizionale sistema cimiteriale italiano. Un servizio che in un certo senso rivoluzionerà il recupero delle aree boschive.

Recupero delle aree boschive

Boschi vivi è costituto da un team di quattro ragazzi che hanno recentemente fondato una cooperativa che ha come fine il recupero di un bosco abbandonato, restituendolo alla comunità per un uso commemorativo. L’attività va oltre la “semplice” manutenzione di un singolo bosco e le quote dei futuri utenti sosterranno i servizi forestali e permetteranno di replicare il progetto in altre aree italiane da recuperare per poterle riconsegnare alla comunità.

Recupero delle aree boschive

Dalla Liguria al resto d’Italia. Una storia che vale la pena conoscere

Boschi Vivi ha da poco avviato una raccolta fondi per il primo recupero delle aree boschive e per iniziare così la sua attività. Il primo bosco sarà in Liguria, a Martina d’Olba, tra le province di Genova e Savona e la speranza è quella di poter presto replicare progetto e idea anche in altri siti. All’estero questo tipo di servizio ha già grande successo e Boschi Vivi lo ha ovviamente adattato a quelle che sono oggi le esigenze imposte dal contesto italiano e dalla normativa vigente.

Recupero delle aree boschive: Come funziona Boschi vivi?

Boschi Vivi acquista con le proprie risorse (o ottiene in gestione) un’area boschiva da un privato o da un ente pubblico e compie i lavori forestali necessari a rendere il bosco nuovamente fruibile per tutta la comunità. Successivamente si attiva il servizio di interramento delle ceneri: gli interessati potranno contattare la cooperativa e prenotare una visita presso il bosco. Accompagnata da una guida, la persona potrà scegliere l’albero più adatto alle proprie esigenze; quell’albero costituirà il luogo di interramento delle proprie ceneri o di quelle di un suo caro. Questa operazione prevede il pagamento di una quota e servirà a garantire la continuità nel lungo periodo della manutenzione e del presidio del bosco.

Recupero delle aree boschive

Un bosco normale in tutto e per tutto

Il bosco si presenterà in modo molto simile a come sarebbe in assenza dell’attività commemorativa: niente lapidi, né fiori recisi. Per fugare ogni dubbio non si tratterà di un bosco-cimitero da film horror di serie B.  Il bosco è già di per sé una scenografia naturale meravigliosa e rasserenante. Non esisteranno recinti o cancelli e il bosco sarà sempre aperto a tutti e curato costantemente – apprendiamo dal sito dell’associazione.

Recupero delle aree boschive

Il recupero delle aree boschive e il Valore del progetto

Chi deciderà di aderire al progetto potrà instaurare, per sé e per i propri cari, un rapporto molto più intimo con il territorio e sereno con l’evento luttuoso. Oltre ad essere parte di un meccanismo virtuoso che tutela i boschi.
Per i proprietari dei boschi aderire al progetto Boschi Vivi vuol dire diminuire i costi di gestione dei propri appezzamenti boschivi, mentre per la comunità locale ci sarebbero delle opportunità di lavoro in ogni bosco in cui il progetto viene attivato.
Per la società nel complesso il grande vantaggio è dato dalla presenza di persone qualificate che lavorano costantemente alla prevenzione del rischio ambientale.
Per tutti consegue un miglioramento della qualità di vita, in ottica di multifunzionalità: il bosco tornerà ad essere utilizzato, oltre che per il ricordo,  anche per attività culturali, sportive e naturalistiche.

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