Gli edifici occupano spazio sottraendolo alla natura. Questo è un dato di fatto ineluttabile. Ma ci sono dei progetti architettonici che riescono a ridurre l’impatto ambientale provocato dall’uomo puntando su un’estrema armonizzazione del costruito con il contesto paesaggistico nel quale si inserisce. E’ questo il caso della Cité Scolaire Jean Moulin, che è stata interamente riprogettata e ricostruita seguendo i dettami della riqualificazione territoriale sostenibile.

La nuova vita della Cité Scolaire Jean Moulin

Siamo a Revin, un comune francese situato nella regione della Champagne-Ardenne, immerso nella natura, tra foreste, colline ripide e dolci declivi. È qui che agli inizi degli anni ’60 è stata costruito l’Istituto Superiore La Cite Scolaire Jean Moulin caratterizzata da una configurazione ortogonale su tre livelli, in linea con i dettami del modernismo. Mezzo secolo dopo, la struttura ha iniziato a mostrare i primi segni di invecchiamento, aggravati da alcune tempeste di neve che ne hanno distrutto parte della copertura realizzata in amianto, materiale che dopo poco si è rivelato estremamente dannoso per la salute e considerato quindi ‘fuori legge’, specie per un istituto scolastico. Da qui, la decisione nel 2007 di bandire un concorso per la demolizione e ricostruzione della scuola in chiave di riqualificazione territoriale sostenibile.

Riqualificazione territoriale sostenibile: una scuola che si fonde con il paesaggio naturale

Il progetto vincitore, sviluppato dallo studio Duncan Lewis Scape Architecture in collaborazione con Off Architecture, è stato scelto proprio per un concept elaborato a partire dalla necessità di ricreare un rapporto tra il costruito e l’ambiente naturale. Una visione di architettura che si fonde al paesaggio che attualmente è molto di moda ma che ai tempi era apparsa come una visione innovativa e di grande impatto.

Tetto-giardino che sancisce il collegamento fra interno ed esterno

La nuova scuola sembra un tutt’uno con il paesaggio collinare che la ospita: segue la topografia del terreno e si attacca letteralmente alla roccia su cui è realizzata, dalla cresta dell’altopiano fino alla zona residenziale che la separa dal fiume. Caratteristica fondamentale del complesso è il tetto giardino, che permette una graduale transizione tra natura ed edificio, contenendo alberi, cespugli e rocce.

Illuminazione naturale

Le varie aule sono distribuite su due edifici bassi e lunghi, chiamati ‘strisce’, che sono stati disposti come delle terrazze, offrendo agli occupanti, anche grazie a delle ampie vetrate, una vista panoramica verso sud-ovest. Le strisce sono ben distanziate in modo da ottimizzare gli spazi e l’illuminazione naturale.

Agorà, l’ingresso che imita il fiume

Dalla spianata di ingresso si apre un ampio foyer, che è stato denominato ‘Agorà’, piazza. Si tratta infatti di uno spazio comune unitario che segue la pendenza del terreno con una serie di rampe, facendo eco alle curve del fiume. Da queste rampe, attraverso ampi corridoi aperti, si accede alle aule e ai laboratori.


La Place, spazio pubblico per la ricreazione

‘La Place’ è invece un grande spazio pensato per le pause e la ricreazione, progettato privo di barriere architettoniche con l’obiettivo di accogliere studenti con disabilità e per consentire agli insegnanti di monitorare gli studenti. Completano il progetto una pista di atletica che è stata realizzata intorno agli edifici che ospitano le aule e un complesso poco distante adibito a grande palestra, predisposta per varie discipline sportive: dal basket alla pallavolo.

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