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Architettura sostenibile

Sostenibilità e riciclo: la nuova vita dei padiglioni di Expo

Expo è terminata e dai primi di gennaio l’area fiera è diventata un immenso cantiere: i padiglioni si smontano. Tra i tanti leitmotiv della kermesse milanese c’è stata anche la massima attenzione all’ecosostenibilità dei padiglioni espositivi, alcuni dei quali oggi avranno nuova vita nei paesi in via di sviluppo.

Nel pre Expo, ma anche durante la manifestazione, le tecniche di costruzione e i materiali utilizzati sono stati oggetto sia di critiche che di consensi, ma soprattutto han fatto parlare di sé. Nell’immenso viaggio culturale all’interno del mondo del cibo, i padiglioni espositivi hanno giocato un ruolo importante, nati quasi tutti da concorsi e bandi di idee, sono stati degli immensi progetti ingegneristici dove parte portante è stato il progetto sperimentale, tecnologico e sostenibile, pensato per migliorare l’impatto ambientale rendendolo sempre più prossimo allo zero. Impatto visivo ed emotivo, giochi di vetri, metalli e vele, coperture fotovoltaiche hanno reso possibile l’auto produzione di energia. Per la costruzione delle strutture è stato utilizzato persino un particolare cemento, brevettato da un noto brand italiano, che, entrando a contatto con la luce del sole, riesce a catturare alcuni fattori inquinanti presenti nell’aria, e li trasforma in sali inerti. Risultato? Si abbassa lo smog.

Molti dei padiglioni espositivi di Expo non solo erano stati pensati e realizzati con prodotti ecocompatibili ad impatto prossimo allo zero, ma sono stati creati anche per poter essere riutilizzati in altri angoli del pianeta. Non solo riciclo quindi, ma anche riuso, ed infatti numerosi padiglioni, dopo essere stati smontati, hanno preso il volo per riprendere vita, cambiando letteralmente la loro destinazione d’uso.

Sono i padiglioni made in Italy studiati e realizzati da una una ditta pugliese, la Sprech con sede a Martano, un borgo rurale del Salento. Tensostrutture quasi futuristiche con linee nette e determinate di cui possiamo vedere alcuni esempi in questa pagina, pensate per abbassare il potenziale di inquinamento, ma soprattutto generate per diventare parte portante di un progetto pilota del “riuso”. Le strutture realizzate grazie allo studio e alla professionalità delle maestranze italiane in questi giorni viaggiano verso alcuni paesi come il Bangladesh, l’India ed il Sud Africa, dove diventeranno nuovi luoghi di formazione e cura per i minori.

Ottimi materiali, design intelligente atto ad ospitare padiglioni, ma anche a diventare infermerie e reparti pediatrici , ludoteche e scuole per bambini. Materiale riciclabile, legni e metallo hanno reso possibile il massimo rispetto per l’ambiente. Tensostrutture intelligenti e modulari, tessuto resistente generato con poliestere e spalmature in PVC hanno reso queste strutture innovative e sicure, compatibili allo stesso tempo con un contesto urbano come quello milanese, ma anche con location rurali, una sfida importante completamente superata grazie alle moderne tecnologie.

Se alcuni dei padiglioni stanno per essere installati per ospitare luoghi di cura, educazione e gioco per minori, non mancano comunque altre soluzioni. I vari padiglioni espositivi riprenderanno vita mettendo in pratica i concetti magistralmente narrati durante i lunghi mesi della kermesse mondiale, per un mondo sempre più green che riconosce i valori del rispetto della natura e della sostenibilità.