Terre colte
Agricoltura

Le Terre colte del mercato equo sostenibile

Il Mercato equo sostenibile non è certo una recente invenzione, ne abbiamo parlato spesso dandogli sfumature e connotazioni diverse, ma è inopinabile che recentemente ci sia stata un’impennata di consapevolezza su questo tema. Un esempio fra i tanti che potremmo fare è rappresentato dalla nobile storia di Terre Colte: un’associazione di promozione sociale che sostiene e favorisce il riutilizzo dei terreni incolti o abbandonati, l’auto produzione del cibo e il consumo sostenibile.

Da un terreno nel cagliaritano al mercato equo sostenibile

L’associazione Terre Colte nasce dal recupero di un terreno incolto e abbandonato vicino Cagliari, trasformato in un orto condiviso dove chiunque poteva avere a disposizione una porzione di terra da coltivare. La sola condizione da rispettare era il non utilizzo di sostanze chimiche. In meno di un anno più della metà dei 40 lotti in cui era stato suddiviso il terreno erano già occupati, e dato l’entusiasmo suscitato, quell’esperienza positiva fu immediatamente replicata ottenendo altrettanto successo. In brevissimo tempo, viste le numerose richieste di adesione sia da parte dei fruitori sia da parte dei proprietari, si è compreso che quel “format” potesse essere replicato e sviluppato in una forma strutturata e organizzata.

Nascono le Terre Colte

Da ormai tre anni Terre Colte sostiene e stimola privati, aziende, Enti pubblici al lavoro negli orti condivisi e nei terreni recuperati per finalità sociali, terapeutiche didattiche e di integrazione multietnica. Oggi gli orti di Terre Colte sono presenti in ben sei comuni dell’area metropolitana di Cagliari.

Farina del tuo sacco

Da questa case history di successo nasce un progetto ancora più ambizioso che prevede l’adozione di terreni incolti di dimensioni rilevanti, per affrontare e superare il problema dell’abbandono delle terre coltivabili che in Sardegna riveste proporzioni tali da incidere non solo sul piano economico, ma anche su quello socio-culturale e microclimatico vedi alle voci: sovra sfruttamento e impoverimento dei terreni, siccità, disboscamento.

Terre Colte è un recente e virtuoso esempio di mercato equo sostenibile che favorisce il riutilizzo dei terreni incolti o abbandonati

Come funziona?

Ecco dunque spiegato il progetto di mercato equo sostenibile Farina del tuo sacco; tramite delle donazioni che variano dai 6 ai 500 euro è possibile garantirsi dei beni primari come il grano o la farina certificati bio e a Km zero, anticipando le spese necessarie ai contadini per l’acquisto delle sementi e dei costi dell’aratura. In questo modo viene garantita ai coltivatori un copertura finanziaria certa e sicura a prescindere dai fattori esterni e ai consumatori di accedere ad un rapporto diretto e di fiducia coi produttori locali.

Filiera senza intermediari

Circa il 60% della produzione finale, si calcola che andrà distribuito agli aderenti che prenoteranno le diverse ricompense e il restante 40 sarà destinato a fondo cassa da utilizzare per sostenere la prossima coltivazione e al ricavato dell’agricoltore. In questo modo avviene un vero e proprio mercato equo sostenibile che salta tutti i passaggi intermedi della filiera assicurando qualità e calmierando i prezzi.

Terre Colte è un recente e virtuoso esempio di mercato equo sostenibile che favorisce il riutilizzo dei terreni incolti o abbandonati

Verso la chiusura della campagna

Mentre scriviamo questo articolo mancano otto giorni alla chiusura della campagna di crowdfunding  e per il momento un terzo della cifra necessaria (12 mila euro che serviranno per i costi totali del progetto e per permettere all’agricoltore una remunerazione equa e garantire la produzione per la prossima stagione) è stata raccolta.
Farina del tuo sacco però ha un ulteriore obiettivo. Vuole realizzare qualcosa di ancora più strategico: oltre a ridurre i passaggi dal produttore al consumatore, vuole chiudere la filiera acquistando dei semplici ma fondamentali macchinari che permettano ai prodotti locali di arrivare già raffinati al consumatore. Già da subito infatti, chi versa la sua quota prenotando la farina contribuisce all’acquisto di un micro mulino a pietra che permetterà di trasformare il grano in farina. Tutto a misura d’uomo e per un mercato equo sostenibile.