What design can do
Cambiamento climatico

What Design Can Do: la sifda di Ikea Foundation al cambiamento climatico

Sempre più spesso le grandi aziende scendono in campo contro il cambiamento climatico è ad esempio il caso di Ikea che lancia il What Design can do contest

Sempre più spesso le grandi aziende scendono in campo in prima persona per contrastare la deriva ambientale verso cui ci stiamo lentamente (neanche troppo!) dirigendo. È ad esempio il caso di Ikea che con la sua Ikea Foundation insieme ad Autodesk Foundation e alla United Nations Climate Change ha dato vita al contest The Climate Action Challenge: What Design Can Do.

What design can do: ovvero che cosa può fare il desgin per contrastare il cambiamento climatico?

Si tratta di un vero e proprio concorso di design globale che invita tutti i creativi a presentare soluzioni che siano al tempo stesso audaci e innovative, funzionali e funzionanti. Lo scopo? Semplice (si fa per dire): combattere gli impatti dei cambiamenti climatici. La “sfida” è aperta dallo scorso maggio, durerà un anno esatto e si sono superate già diverse fasi.

Tre categorie per il

Sono tre le categorie a cui è aperta la gara. Ci sono gli studenti, i creativi professionisti e le startup. Il What Design Can Do ha ricevuto lo scorso settembre quasi 400 iscrizioni provenienti da 70 paesi. Da una prima scrematura un comitato ha individuato 35 progetti. Questi 35 selezionati hanno avuto la possibilità di migliorare il proprio progetto e ripresentare le proposte perfezionate al comitato.

 

What design can do

And the winner is…

Una giuria internazionale composta da esperti di progettazione, imprese sociali e professionisti delle scienze del clima ha valutato le proposte raffinate e il 23 novembre durante l’evento What design can Do di San Paolo ha selezionato i vincitori che si sono divisi 900 mila euro in un programma di accelerazione in attesa di presentare a maggio i propri risultati.

Il Demo Day

Il prossimo 24 maggio i vincitori mostreranno i risultati del programma di accelerazione di questi cinque mesi, durante la conferenza What Design Can Do nello Stadsschouwburg Amsterdam. Durante il demo day verranno mostrati i prototipi e i piani aziendali che caratterizzno ogni singola idea.

What design can do

Da cosa nasce l’urgenza del What design can do?

I cambiamenti climatici stanno già gettando nel caos gran parte del mondo e sta accadendo tutto più velocemente di quanto chiunque abbia avuto la capacità di prevedere. Le temperature più calde stanno causando siccità, ondate di calore oltre i limiti della tolleranza umana e l’innalzamento dei mari che prima o poi sommergeranno molte delle isole, città e paesi in cui viviamo oggi.
Il cambiamento climatico non è solo una questione ambientale, ma è soprattutto una crisi globale. Non possiamo permetterci di aspettare ulteriori conseguenze distruttive prima di procedere con delle nuove azioni. What Design can Do lancia un grido chiaro e forte: Ora è il momento di unire le forze e con tutte le competenze e le risorse che la comunità creativa ha da offrire cercare di capire dove ci porterà il cambiamento climatico e soprattutto organizzarci per reagire.

What design can do

Gli obiettivi

Gli obiettivi della sfida lanciata dal contest sono duplici. Da un lato è necessario adattarci alla presenza di disastri naturali sempre più frequenti e intensi, così come a modelli meteorologici che non abbiamo mai dovuto affrontare prima. Dobbiamo anche affrontare gli effetti da questi derivanti: carenza di cibo e acqua, aumento dei senzatetto, dei problemi di salute, migrazione di massa e conflitti. Inoltre dobbiamo adattarci a una nuova realtà energetica. Dipendiamo dall’energia per il nostro cibo e l’approvvigionamento idrico, l’alloggio, l’abbigliamento, le cure mediche e i trasporti, dalle basi ai lussi relativi. Dobbiamo cambiare i nostri usi e costumi e il nostro stile di vita per sopravvivere con successo oltre l’età dei combustibili fossili. Queste sono – in parte – le soluzioni che cercherà di apportare What Design Can Do.