Ammontano a 33 miliardi di euro i ricavi annui del settore agricolo, cifra che cresce in modo vertiginoso se consideriamo tutta la catena produttiva del cibo: lavorazione della materia prima, distribuzione e vendita. Il settore dell’agrifood, però, contribuisce in modo massiccio alla produzione di gas serra dannosi per l’ambiente, attraverso le scorie emesse negli allevamenti, gli scarti della lavorazione dei prodotti e a causa dell’inquinamento dovuto al trasporto delle merci. L’agricoltura e l’allevamento bruciano acqua e terreni con una velocità impressionante, soprattutto se pensiamo che circa il 40% di ciò che viene prodotto finisce nella spazzatura. Enormi sprechi sono causa di danni ingenti per l’ambiente. E proprio dalla necessità di contenere tali criticità, nasce l’agricoltura 4.0, che sfrutta la tecnologia per limitare i consumi e aumentare la produttività. Tale settore è in forte crescita e non è un caso che grandi aziende e fondi di investimento ci stiano puntando molto.

Innovazione nei campi: parte da qui l’agricoltura 4.0

A causa del riscaldamento globale molti terreni coltivati subiscono l’inaridimento. La siccità, a cui abbiamo assistito prepotentemente questa estate, sottrae alle piante le sostanze nutritive necessarie per la crescita, costringendo l’uomo ad un uso abbondante dell’irrigazione. Si consumano risorse ambientali ma ne va anche del lavoro dell’uomo. Infatti, la crescita costante della temperatura sta già rendendo difficili alcune operazioni agricole in certi orari. Lo sanno bene i vendemmiatori che hanno lavorato quest’anno con un caldo insopportabile. Le conseguenze di un trend del genere ricadono sulla produttività dato che lavorare in condizioni estreme riduce l’operatività degli operai. La tecnologia può fare molto per affrontare questi problemi, in modo particolare sostituendosi all’uomo in alcune mansioni. Parliamo dell’agricoltura 4.0, che sfrutta tecnologie innovative a beneficio delle colture.

Innovazioni tecnologiche basate su sensori, connessione internet e ricerca scientifica

Abbiamo detto che la tecnologia applicata all’agricoltura ha lo scopo di limitare gli sprechi e alleggerire il lavoro dell’uomo. Per fare questo fa un uso massiccio di sensori e informazioni trasmesse via internet. Ne è un esempio il progetto dell’Università del Missouri che sfrutta delle torri poste nei campi per controllare lo stato delle piante e programmare degli interventi mirati a terra tramite dei robot. Il caso è esemplare perché il processo è automatizzato. All’uomo non resta che controllare i dati e le informazioni che le macchine inviano sfruttando la rete per aggiustare un po’ il tiro o programmare operazioni differenti. L’agricoltura 4.0 non si esprime esclusivamente attraverso le macchine. Innovazioni di rilievo riguardano anche i prodotti usati per proteggere le piante. Parliamo, ad esempio, di pesticidi biologici o di sostanze sperimentali che riescono a smaltire i pesticidi stessi una volta che non servono più.

Agtech in Italia: 2 esempi virtuosi

Il nostro paese non è fra i massimi esponenti dell’agricoltura 4.0. Ciò nonostante esistono alcune aziende innovative che lavorano in tal senso, producendo risultati notevoli. È questo il caso di Agricolus, startup umbra che ha costruito una piattaforma cloud integrata per ottimizzare il lavoro agricolo. Attraverso attenti modelli previsionali elaborati dallo staff e, con il continuo supporto delle informazioni provenienti da internet (temperature, umidità, precipitazioni…), il sistema riesce a capire quali soluzioni siano le migliori per un determinato terreno. Inoltre, riesce a prevedere l’insorgere di eventuali malattie dannose per le piante. Il tutto può essere controllato comodamente attraverso un computer o l’app dedicata. Heli-lab, rappresenta un altro caso molto interessante. Il fulcro operativo della startup palermitana si basa sull’uso di droni che, connessi costantemente a internet, riescono comunicare dati importanti all’agricoltore. Parliamo soprattutto dello stato di salute della pianta che permette di regolare l’irrigazione e i trattamenti antiparassitari. Inoltre, la fotocamera integrata può realizzare una mappa dettagliata degli appezzamenti.

Agricoltura 4.0 non significa solo interventi nei campi

Il ciclo produttivo di un alimento è lungo e strutturato. Si parte con l’agricoltura o l’allevamento per poi arrivare nel nostro frigo di casa. Molte grandi multinazionali stanno puntando sulla sostenibilità dei processi produttivi attraverso la tecnologia e le certificazioni alimentari. È il caso, ad esempio dei ristoranti Ikea e dei fast-food McDonald’s. Ma la tecnologia può arrivare anche nei supermercati, rendendo la spesa più smart. Pensiamo all’indoor farming, cioè alla presenza all’interno del supermarket di veri e propri orti nei quali cogliere frutta e verdura freschissima.

L’innovazione tecnologica corre sul web e riguarda anche la carne, il cui consumo smodato provoca inquinamento e sprechi. Per limitare i danni, 2 startup tedesche hanno pensato alla macellazione su richiesta. L’acquisto di carne avviene via internet attraverso lo shop online e, solo dopo che tutte le parti dell’animale sono state vendute, si procede alla macellazione, riducendo a zero gli sprechi. Infine, anche a casa nostra possiamo applicare scelte innovative all’alimentazione. Pensiamo, ad esempio, a FridgeCam, la videocamera da montare dentro al frigo che ci tiene sempre informati su cosa abbiamo e cosa no, indicandoci la strada per una spesa più consapevole.

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