Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa il 92% della popolazione mondiale respira aria insalubre. I rilevamenti sono abbastanza precisi per quanto riguarda le aree urbane ma meno per quelle rurali, soprattutto dei paesi più poveri. Ciò non toglie che a rendere l’aria inquinata non sono solo i gas emessi dalle vetture o dalle fabbriche ma anche, in modo massiccio, quelli derivanti dagli allevamenti bovini e dall’agricoltura. Vi abbiamo parlato già di Smart Cities e di come le politiche alimentari possano contribuire a limitare le emissioni inquinanti. Oggi vi racconteremo come Google stia collaborando con Aclima, azienda che si occupa di rilevamento dati sulla qualità dell’aria, per offrire agli scienziati strumenti più potenti per combattere l’inquinamento atmosferico.

Google e Aclima: una partnership fruttuosa

Il gigante di Mountain View è da sempre coinvolto in cause legate all’ambiente. Questa volta, offrendo dati molto interessanti sulla qualità dell’aria, sta cercando di dare un contributo forte alla lotta contro le emissioni inquinanti. Per farlo si sta avvalendo di una società che si occupa proprio di questo. Grazie al contributo di Aclima, Google ha apportato delle modifiche alle proprie Street View cars, le vetture che vanno in giro per le città con lo scopo di mappare le strade e scattare foto che le riproducano fedelmente. A queste auto sono stati aggiunti degli speciali sensori, capaci di rilevare le sostanze inquinanti presenti nell’aria e archiviarle sul cloud. Posizionati sul tettuccio delle Google cars, i sensori sono andati a registrare le quantità di monossido di azoto e diossido di azoto presenti. Le informazioni raccolte, sono state subito elaborate dalla piattaforma Aclima, posta nel bagagliaio delle vetture, e archiviate nella Google Cloud Platform. Il risultato è stato una mappatura molto precisa di una grande area della California, zona scelta come punto di partenza per i test.

Come si è svolta la sperimentazione?

I primi dati raccolti sono stati già pubblicati sulla Google Cloud Platform ad inizio 2017 ma il progetto prevede un ulteriore approfondimento delle informazioni ottenute. Per il momento, le auto di Google hanno percorso circa 160.000 chilometri in un totale di 4.000 ore. L’area della California interessata dal test comprende Los Angeles, San Francisco e la Central Valley, l’enorme territorio che unisce le 2 città e si colloca geograficamente nell’entroterra. Le vetture hanno percorso le stesse strade più volte, in differenti fasce orarie ed in periodi diversi dell’anno. In questo modo, è stato possibile raccogliere dati che fossero il più completi possibile, garantendo una panoramica a tutto tondo della situazione californiana.

Emissioni inquinanti: risultati da cui partire per offrire soluzioni efficaci

Chiunque sia iscritto alla Google Cloud Platform, ha la possibilità di controllare queste informazioni. Pur essendo destinati in prima battuta alla ricerca scientifica, i dati sono consultabili liberamente anche dai cittadini interessati a conoscere i livelli delle emissioni inquinanti che respirano quotidianamente. Le informazioni raccolte da Google e Aclima mostrano le tendenze principali che si generano in zone urbane. Ma non solo: mappando la Central Valley, viene messo in evidenza il fenomeno anche in un’enorme area rurale. Le emissioni inquinanti sono ben visibili nella mappa e assumono un colore diverso a seconda della quantità presente. Nel caso del diossido di azoto, ad esempio, si va dal viola al giallo, passando di tonalità in tonalità, all’aumentare delle concentrazioni. Ciò che si scopre analizzando i dati è molto curioso. Le concentrazioni, come previsto, sono più alte lungo le strade trafficate delle città ed in prossimità di industrie ed impianti di produzione energetica. Ma ciò che colpisce è l’elevato livello di NO2 presente lungo le strade interstatali della Central Valley e in prossimità delle più ampie aree dedicate ad agricoltura e allevamento.

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