L’aumento dei rifiuti elettronici nell’ambiente in cui viviamo è uno dei problemi della nostra società. Trattare in maniera corretta il loro smaltimento è necessario per salvaguardare l’ambiente, ma anche utile ad arginare il problema della scarsità di materie prime.

Cosa sono i rifiuti elettronici

I rifiuti elettronici o RAEE (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) sono l’insieme di dispositivi o componenti  di apparecchiature che, per funzionare, hanno avuto bisogno di collegarsi alla rete elettrica o di utilizzare campi elettromagnetici. Fanno parte quindi di questa categoria grandi e piccoli elettrodomestici, apparecchiature informatiche e telefoniche, dispositivi medici e distributori automatici e di controllo, giocattoli e impianti di illuminazione.

Rifiuti elettronici: perché ne produciamo tanti

È un dato di fatto: la produzione di rifiuti elettronici da parte della nostra società sta raggiungendo, negli ultimi anni, cifre da record. Ma perché?

La prima considerazione da fare è che la vita dei prodotti tecnologici non è eterna. Se questo è sempre stato vero in passato, oggi lo è ancora di più, poiché gran parte dei dispositivi tecnologici che acquistiamo ha un ciclo di vita limitato ad un periodo che va dai 2 ai 5 anni.

Inoltre, la tecnologia si evolve ad una rapidità tale che ciò che oggi va bene e potrebbe sembrarci avanzato, tra qualche giorno potrebbe essere già superato da nuove tecnologie, che potrebbero far apparire il nostro dispositivo obsoleto e non più utile. Il consumismo sfrenato della nostra civiltà occidentale fa il resto, poiché il bisogno più o meno reale o indotto di possedere dispositivi di ultima generazione ci spinge spesso a disfarci facilmente anche di oggetti che in realtà sono ancora in buone condizioni e perfettamente funzionanti. Quello che però forse ci sfugge è che smaltire questi materiali in maniera corretta e dare loro una seconda vita potrebbe essere una scommessa quanto mai importante.

L’importanza del corretto riciclo dei rifiuti elettrici per l’ambiente

L’attuale quadro normativo e numerosi studi recenti hanno dimostrato che incrementare i tassi di raccolta e recupero dei rifiuti elettronici è utile e necessario sotto diversi punti di vista.

Dal punto di vista ambientale, disperdere i rifiuti elettronici nell’ambiente in maniera non controllata può essere molto pericoloso. I rifiuti elettronici infatti contengono percentuali importanti di metalli tossici, come piombo, mercurio e cadmio, che è necessario avviare ad un corretto ciclo di smaltimento. Tali metalli hanno un elevato grado di tossicità sia per l’uomo ma anche per la natura: possono infatti danneggiare piante e microorganismi, oppure essere ingeriti da pesci e animali che, attraverso la catena alimentare, ritornano all’uomo.

Recuperare i rifiuti elettronici per recuperare materie prime

Riciclare correttamente questi materiali può essere inoltre particolarmente utile per ridurre l’estrazione delle materie prime, che non sono infinite.

Il vetro degli schermi dei televisori, ad esempio, può diventare la base per la produzione di piastrelle in ceramica. La ceramica infatti si produce con l’argilla, composta per il 20% da vetro, che può anche essere di origine riciclata. Un corretto recupero e reimpiego di tale vetro potrebbe essere quindi particolarmente utile e redditizio, poiché comporterebbe un aumento della produzione di materie prime “seconde”, cioè di materiali da poter reintrodurre nei cicli produttivi.

Smaltimento rifiuti elettronici: sul piano tecnologico e legislativo qualcosa si muove

Garantire nuova vita a questi materiali è un’importante sfida per il futuro, sia in termini di sostenibilità economica, che ambientale.

Per questo motivo, la produzione industriale si sta incentrando su elementi come innovazione, riciclo e alta qualità, importanti e collegati l’uno all’altro. La tendenza è sviluppare una nuova produttività che sia rispettosa dell’ambiente e allo stesso tempo riduca la dipendenza dalle materie prime.

Anche dal punto di vista normativo, i progressi non mancano: con il D. M. 25 luglio 2016, ad esempio, il Ministero dell’Ambiente ha incentivato le imprese coinvolte nella filiera dei rifiuti elettronici a sviluppare nuove tecnologie per trattare i rifiuti tecnologici, incentivando un investimento nell’innovazione tecnologica quanto mai necessario in questo settore, poiché significa una riduzione dell’impatto ambientale e quindi delle risorse naturali ed energetiche necessarie alla produzione.

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