Da quando ha ottenuto l’indipendenza nel 1991, l’Eritrea ha vissuto molti sconvolgimenti sia sociali che economici. La posizione del giovane paese in una parte molto arida del Corno d’Africa, con alte temperature, scarse precipitazioni e cattive condizioni del suolo, rende molto difficile la coltivazione di colture alimentari o qualsiasi tipo di agricoltura. Tuttavia, tra il 1998 e il 2003, un nuovo tipo di azienda agricola si è sviluppata in questo angolo caldo e asciutto del continente, che potrebbe essere un modello per la rivitalizzazione economica, ambientale e sociale di molte altre zone climatiche simili in tutto il mondo. Questa è una storia su come l’intelligenza umana e la natura si sono combinate per creare la rigenerazione naturale in un luogo dove prima esistevano solo sabbia, acqua di mare e luce solare.

Rigenerazione naturale: dal mare la salvezza del Paese

L’acquacoltura è un modello difficile ma che ha dato importanti risultati nell’ottica della rigenerazione naturale del Paese. L’approccio a questa tecnica produce benefici diretti sotto forma di proteine ​​e vegetali per il consumo locale e la generazione di reddito; ma soprattutto rivitalizza l’ambiente e crea le condizioni favorevoli per ulteriori attività economiche.

Rigenerazione naturale

Eritrea e rigenerazione naturale, come funziona il modello?

Il sistema parte da un canale: si inizia scavando un canale che consente al mare di “penetrare” come un fiume salato fine dentro il deserto. Nell’esempio di cui vi stiamo raccontando sono presenti quasi 300 serbatoi che vengono utilizzati per far crescere gamberi bianchi e gamberi indiani. I serbatoi sono rivestiti in calcestruzzo per ridurre al minimo l’infiltrazione di acqua salata evitando la contaminazione della falda acquifera d’acqua dolce. Il ricco flusso di nutrienti proveniente dall’allevamento di gamberetti passa poi a un allevamento di pesci dove vengono coltivate specie come tilapia e molluschi, entrambi ottimi per il commercio nei mercati locali.

La salicornia e l’habitat degli animali

La fase successiva consiste nell’alimentazione di una grande piantagione di salicornia (chiamata anche”asparago di mare”). La fase finale del ciclo dell’acqua è una grande zona umida costiera, che costituisce un habitat e una fermata migratoria per oltre 200 specie di uccelli e molti altri animali. Ormai l’acqua è stata ripulita da qualsiasi potenziale nutriente dannoso e può tornare tranquillamente al mare.

L’elenco dei vantaggi associati alla produzione integrata di acqua di mare è notevole

In termini economici: al picco della produzione, si esportano in Europa una tonnellata di prodotti alla settimana. Gli stagni di pesce forniscono carne sia per l’esportazione che per il mercato locale, e le mangrovie producono oltre 10 tonnellate di steli per ettaro che possono essere utilizzati per materiale da costruzione e legna da ardere e 18 tonnellate di foglie che possono essere utilizzate per l’alimentazione animale. Le mangrovie creano anche un habitat per le api che a loro volta producono miele che genera profitti.

I benefici sociali sono altrettanto significativi

Questa impresa di rigenerazione naturale ha portato alla creazione di 800 posti di lavoro, fornendo denaro per migliorare la qualità della vita, ma anche sviluppando nuove competenze utili e una mentalità imprenditoriale. Una cooperativa di donne è emersa dall’operazione di coltivazione di mangrovie e comprendeva un’alta percentuale di vedove, un gruppo spesso emarginato che deve affrontare  sfide e persino discriminazioni.nelle società povere. La cooperativa è stata addestrata alla gestione forestale e alla produzione di miele, dando loro nuove competenze che portano all’autosufficienza e più sicurezza in futuro.
I benefici ambientali sono percepiti sia a livello locale che globale: localmente il clima si raffredda e l’umidità aumenta; nuovi habitat portano ad un aumento della biodiversità e le reti di radici creano terreno fertile, aumentano il deposito di acqua e stabilizzano la massa del suolo riducendo le perdite attraverso l’erosione da soffiatura del vento. A livello globale, l’azienda agricola agisce come un prezioso dissipatore di carbonio assorbendo le emissioni di origine umana!

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