Come conciliare l’urbanizzazione crescente e la necessità di produrre localmente cibo fresco e sano? Con quasi 24 milioni di abitanti da sfamare e un calo della disponibilità e la qualità dei terreni agricoli, la megalopoli cinese di Shanghai ha deciso di progettare un vero e proprio distretto agricolo. Il Sunqiao Urban Agricultural District è un masterplan di 100 ettari progettato dallo studio Sasaki Associates. L’idea è quella di sfruttare la verticalità delle città per ricavarne spazi da dedicare alla coltura. L’area, che si estende fra l’aeroporto principale di Shangai e il centro della città introdurrà infatti l’agricoltura verticale su larga scala, utilizzando i grattacieli svettanti.

Sostenibilità progettazione urbana, l’agricoltura diventa motore della città

È un esempio di sostenibilità progettazione urbana il progetto di Sasaki, che va oltre la necessità di rispondere alla crescente domanda agricola della regione, per sviluppare un modello dove l’agricoltura urbana diventa un laboratorio per l’innovazione, l’interazione e l’istruzione.

Sfruttare la verticalità delle metropoli

Shanghai è una città ideale per l’agricoltura verticale. I prezzi elevati dei terreni rendono la costruzione verticale molto più conveniente rispetto alla prospettiva di case più basse dotate di giardini e orti tradizionali. La grande domanda di verdura, molto presente nell’alimentazione del paese, può essere in questo modo soddisfatta grazie ai sistemi idroponici e acquaponici urbani efficienti. Il progetto del distretto agricolo impiega quindi una gamma di tecniche agricole innovative e pensate per la città, come sistemi di coltura di alghe, serre galleggianti, pareti verdi e facciate verticali per la coltivazione di semi.

Educare la popolazione sulla provenienza del cibo

Sunqiao sarà più di una fabbrica per la produzione di cibo. Il masterplan di sostenibilità progettazione urbana dello studio Sasaki intende dare una forte valenza civile al progetto, celebrando l’agricoltura come una componente chiave della crescita urbana. Una serra interattiva, un museo della scienza, esposizioni acquaponiche e festival dedicati ai mercati esprimeranno il tentativo di educare la popolazione, specie quella più giovane, sulla provenienza del cibo. Allo stesso tempo il distretto agricolo ospiterà grattacieli, piazze, torri di uffici e spazi verdi pubblici con l’intenzione di creare un’area ad uso misto, un ambiente dinamico dove la vita urbana può convivere con l’agricoltura.

Non solo sostenibilità progettazione urbana ma anche modello economico

Sunqiao non sarà un quartiere estraneo alla città di Shangai ma ne diventerà un’estensione capillare. La Cina è il più grande consumatore ed esportatore al mondo di prodotti agricoli, con un’industria alimentare che rappresenta il 22% dell’occupazione del paese e il 13% del suo prodotto interno lordo. Il governo cinese ha quindi intenzione di preservare, modernizzare e sviluppare ulteriormente un settore che ha contribuito a ridurre in modo significativo i tassi di povertà e ha influenzato la crescita delle industrie biotech e tessile.

Bisogna sfidare la dicotomia fra urbano e rurale

“L’approccio che abbiamo scelto sostiene attivamente una rete alimentare più sostenibile, aumentando la qualità della vita in città attraverso un programma comunitario di ristoranti, mercati, un’accademia culinaria e iniziative esperienziali” ha spiegato lo studio Sasaki in un comunicato stampa. “Mentre le città continuiamo ad espandersi, dobbiamo continuare a sfidare la dicotomia tra ciò che è urbano e ciò che non lo è. Sunqiao cerca di dimostrare che si può avere la moglie piena e la moglie ubriaca.”

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