Sebbene la funzione originaria degli antibiotici sia curare gli animali malati, essi vengono comunemente somministrati in massa ad intere mandrie e greggi. Gli antibiotici più comuni come la tilosina e la clorotetraciclina contribuiscono a mantenere forti i sistemi immunitari, specialmente per le bestie da allevamento costrette in spazi ridotti o gabbie anguste. Allo stesso tempo, aiutano il bestiame a svilupparsi più velocemente, favorendone la crescita in modi che gli scienziati ancora non comprendono appieno. La combinazione di prevenzione dalle malattie e maggiore crescita finale ha reso gli antibiotici diffusi su larga scala fra gli allevatori che devono per forza utilizzarli se vogliono reggere il ritmo della produzione industriale. Le conseguenze di tale pratica per gli animali sono l’assuefazione ai medicinali e, spesso, lo svilupparsi di controindicazioni significative. Chiaramente, anche per l’uomo non è positivo nutrirsi di bestiame che è stato riempito di antibiotici. La risposta a queste problematiche potrebbe arrivare dal mondo vegetale, dall’utilizzo di spezie come alternativa agli antibiotici negli allevamenti.

Alternativa agli antibiotici negli allevamenti: le spezie comuni potrebbero sostituirli

Zenzero, salvia e cannella potrebbero rappresentare la svolta

Uno studio datato 2015 del PNAS (The Proceedings of the National Academy of Sciences), ha rivelato che ogni anno vengono somministrate al bestiame circa 63.000 tonnellate di antibiotici. Si tratta di una cifra in costante crescita che al momento corrisponde a più del doppio del quantitativo necessario per gli esseri umani. Per questo, preservare il benessere degli animali e dell’uomo impone di trovare un’alternativa agli antibiotici negli allevamenti. La soluzione potrebbe arrivare proprio dalle spezie più comuni che abbiamo in casa, argomento di cui vi abbiamo già parlato in questo articolo. Lo dice una ricerca ad opera della University of Thessaly, nella quale scopriamo che dosi concentrate di spezie quali cannella, zenzero, salvia e peperoncino possono avere effetti sul bestiame simili a quelli degli antibiotici, ma con meno preoccupazioni per la salute pubblica.

I fitogeni come alternativa agli antibiotici negli allevamenti

“Fitogeni” è il nome che l’industria dà comunemente agli oli essenziali estratti da piante aromatiche. Ed è proprio da queste sostanze che arriverebbero i benefici maggiori per il bestiame. Ogni estratto ha proprietà diverse e gli scienziati stanno ancora studiando quali composti siano abbastanza forti per funzionare come alternativa agli antibiotici negli allevamenti. Comunque, i fitogeni che hanno avuto successo nei test clinici tendono ad avere un ampio spettro di risultati positivi, operando in modo benefico sia per la crescita che per la salute degli animali.

Prima caratteristica dei fitogeni: il sapore

Per invogliare gli animali a mangiare, come avviene per gli esseri umani del resto, è importante agire sul sapore. Sembra, infatti, che molte spezie comuni fra cui timo, rosmarino e origano, riescano a rendere più appetitosi i mangimi per il bestiame, favorendo la loro naturale alimentazione e crescita. Sempre secondo questo studio, risulterebbe che i polli, ad esempio, preferiscono del mangime con zenzero secco aggiunto.

Oltre il gusto c’è di più: effetti benefici delle spezie

La funzione delle spezie non è solo gustativa, avendo queste anche effetti antimicrobici significativi. Non è un caso che nel corso dei secoli siano state usate dall’uomo per finalità medicamentose. I benefici dei fitogeni riguardano soprattutto le funzioni digestive e intestinali. Da un lato, infatti, combattono gli agenti patogeni presenti nell’organismo disinfettandolo e dall’altro favoriscono l’assorbimento delle sostanze nutritive. Le spezie sono, quindi, antisettiche, digestive e stimolanti dell’appetito.

L’industria dei fitogeni vale, al momento, circa 550 milioni di dollari negli Stati Uniti, una cifra di tutto rispetto se pensiamo a quanto questo settore sia di nicchia. Non siamo di fronte a numeri grandissimi ma la crescita è costante.

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