GIALLI CASCHI DI BANANE. Al banco frutta dei supermercati fanno sempre un figurone: rigogliosi caschi di banane bene impilati, uniformi, dai frutti perfettamente curvati, lunghi e di un bel giallo acceso. Eppure, dietro all’apparente perfezione delle banane che troviamo in commercio, si cela uno dei processi agricoli più inquinanti e meno sostenibili del pianeta.

SOLO LE CAVENDISH. Per prima cosa va precisato che in natura esistono moltissime varietà di banane: lunghe o tozze, curve o dritte, dure o morbide, verdi, gialle, rosse, arancioni, persino bluastre. Ma nessuno conosce queste bellissime varianti: tutti noi, quando pensiamo alla banana, immaginiamo esclusivamente la varietà Cavendish, ovvero quella dolce, morbida e beatamente gialla. Questo tipo di banana domina incontrastata il mercato mondiale, così da potenziare la vendita del frutto in questione e dunque la sua resa. La banana Cavendish è diventata così l’emblema del prodotto standard tipico dell’agricoltura globalizzata, perfetta per essere prodotta in quantità enormi e senza requie in ogni stagione, e in grado di sopportare infiniti viaggi in giro per il pianeta.

FRUTTA ALL’ETILENE. Si è detto che la banana Cavendish si è trasformata in un prodotto insostenibile. Questo perché essa viene coltivata in America Latina, in terreni immensi strappati alla natura e maltrattati chimicamente. Fertilizzanti chimici, fungicidi e pesticidi assicurano una produzione continua e del tutto innaturale, portata avanti da masse di braccianti sottopagati e alle prese con condizioni di lavoro che rasentano la schiavitù. La banana che acquistiamo al supermercato, dunque, proviene molto probabilmente da quelle immense e inquinanti coltivazioni dell’America meridionale, e sono raccolte proprio da quelle mani sfruttate oltre ogni dire. Per arrivare fino a noi, i frutti vengono imbarcati ancora acerbi su enormi navi frigo, attraversando l’oceano fino ai nostri porti. Qui i caschi di banane vengono sottoposti al processo di maturazione artificiale, durante il quale le banane vengono cosparse di etilene. Ed è grazie a questo gas che le banane arrivano sulle nostre tavole perfettamente (e artificialmente) gialle e mature. Insomma, sbucciare una banana e mangiarla a piccoli morsi per merenda non è poi un atto del tutto sano e sostenibile, tutt’altro.

 

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