Della paglia
Bioenergie

Biocarburante dalla paglia

Un team anglo-francese sta sviluppando un biofuel da un particolare tipo di paglia

BASTA BIOCARBURANTE DAL CIBO. Come si arriva a pensare ad un biocarburante prodotto dalla paglia? Prima di tutto bisogna sapere che, per evitare il più possibile le emissioni inquinanti nell’atmosfera, si sceglie in molti casi di ricorrere ai biocarburanti. Questi però sono spesso creati in coltivazioni che potrebbero invece essere utilizzate per produrre cibo, mettendo così a rischio la sicurezza alimentare mondiale. Per rispondere a questa minaccia, si è quindi iniziato a pensare un modo per produrre biocarburanti partendo dal legno, o da piante non alimentari, come la paglia.

DALLA PAGLIA L’ETANOLO. Questo particolare studio viene portato avanti da un team di ricercatori inglesi e francesi presso l’Università di York, sotto la supervisione del professor Simon McQueen-Mason. Ma perché proprio la paglia? Essa in genere è molto ricca di polisaccaridi, dai quali si possono ottenere immediatamente zuccheri da avviare al processo di fermentazione, così da essere trasformati in etanolo. La paglia presa in esame dai ricercatori è una variante in cui le pareti cellulari si rompono più facilmente, permettendo una più veloce e abbondante produzione di etanolo.

MENO EMISSIONI, PIÙ COLTIVAZIONI. Come ha affermato Melanie Welham, direttore esecutivo del Biotechnology and Biological Sciences Research Council, «questa ricerca è un altro importante passo verso una produzione più facile ed economica di biocarburanti. Usare colture come la paglia per creare biofuel significa ridurre la pressione sulle provviste alimentari, aggiungere nuovo valore alle coltivazioni ed aiutare gli agricoltori».