QUASI 400 MILIONI DI TONNELLATE IN UN ANNO. Secondo gli ultimi dati della FAO, l’ente delle Nazioni Unite per l’agricoltura e l’alimentazione, la produzione di carta a livello mondiale ha registrato un lieve calo. Ma questa minima diminuzione non è assolutamente sufficiente ad eliminare l’impronta ecologica ad essa correlata. Nel mondo, durante il 2013, sono state prodotti 397,6 milioni di tonnellate di carta e cartone: nel dettaglio, il 54% è stato impiegato per imballaggi e confezionamenti, il 32% per la scrittura e la stampa e l’8% per tessuti cartacei come carta igienica e tovaglioli usa e getta. E se è vero che tutti i paesi del mondo utilizzano quotidianamente enormi quantità di carta, bisogna specificare che più della metà della produzione è in mano a quattro nazioni, ovvero Cina, Stati Uniti, Giappone e Germania.

CAMBIARE LE NOSTRE ABITUDINI. Per diminuire significativamente l’impatto ambientale della carta è necessario un cambio di abitudini, soprattutto nei paesi più sviluppati, dove la carta viene sprecata a ritmi incredibili. A sostenere l’importanza di un cambio di rotta è Michael Renner, un ricercatore del Worldwatch Institute che ha dedicato un articolo all’argomento su Vitals Signs. Come ha sottolineato Renner, alcuni passi nella direzione giusta sono già stati fatti: nel 2010, per esempio, una cartiera europea o statunitense consumava mediamente da 0,9 a 1,2 tonnellate di carbone e 35-50 tonnellate d’acqua per produrre una tonnellata di polpa di carta, di contro alle medie cinesi che arrivavano a 1,4 tonnellate di carbone e a 103 tonnellate d’acqua per la medesima porzione di polpa. Ora il governo cinese, più attento ai problemi legati all’inquinamento, ha finalmente chiuso le fabbriche più obsolete, favorendo lo sviluppo di cartiere con cicli di produzione più sostenibili.

UNICA SOLUZIONE: RICICLARE DI PIÙ. Come viene riportato da Renner, negli ultimi anni il consumo di carta è lievemente diminuito in Europa, in Nord America e in Giappone, ma non abbastanza: il tasso di consumo dei paesi più ricchi è ancora troppo elevato rispetto a quello degli altri paesi. In Europa, per esempio, si consumano mediamente 125 chilogrammi di carta a testa ogni anno; nel Nord America la cifra è ancora maggiore, arrivando a 221 chilogrammi, di contro ai 45 kg dell’Asia, ai 43 dell’America Latina e ai soli 7 dell’Africa. L’unica via d’uscita, afferma Renner, è spingere il più possibile sul riciclo della carta. Nel 2013 il 54% della carta messa in commercio a livello mondiale è stata prodotta attraverso il riciclo di carta usata, ma bisogna fare di più. Come sottolinea infatti Renner, la produzione della carta riciclata richiede il 60% in meno di energia e l’80% in meno d’acqua rispetto alla produzione di carta vergine, con il 95% in meno di inquinamento atmosferico.

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