Il tema del trasporto urbano sostenibile è da sempre uno dei pallini di green.it. Vi abbiamo parlato spesso, e potete giurarci che lo faremo sempre, dei metodi alternativi per muoversi in città. Ciclabilità e ciclovie sono da sempre la strada più percorribile secondo noi. Muoversi in bici, a fronte di un sostegno infrastrutturale è forse il modo migliore per risolvere contemporaneamente una serie di problemi: il traffico, l’inquinamento e la salute dei cittadini. Ciclabilità e ciclovie son dunque le parole chiave da non dimenticare mai!

Ciclabilità e ciclovie: Un fatto culturale

“Oggi si celebra soprattutto un fatto culturale: lo Stato assume pienamente la pianificazione della mobilità ciclistica, insieme alle Regioni.  Esattamente come il sistema autostradale o il sistema ferroviario, con questa legge la ciclabilità fa parte di una strategia di mobilità che diventa prioritaria nei centri urbani e  per lo sviluppo del turismo nel nostro Paese”.
Lo ha detto il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, a Montecitorio dai banchi di governo durante il voto della legge sulla ciclabilità, prima dell’approvazione all’unanimità della legge.

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Una rapida definizione del Piano per la mobilitò ciclistica

“Questo cambiamento culturale, oggi viene sancito in maniera molto solenne, molto seria, e spero che il mio Ministero sarà in grado, nei prossimi mesi, di andare rapidamente alla definizione del Piano della mobilità ciclistica, su cui peraltro stiamo lavorando da anni, quindi spero di poter smentire il pessimismo che alcuni colleghi hanno messo in campo. Abbiamo provato a mettere in campo, come Governo per la prima volta una rete di ciclovie turistiche di oltre 6000 km con un finanziamento  di oltre 424 milioni”. Risorse che sono impegnabili, ha detto il Ministro, seconda della maturazione dei progetti e il cui pieno finanziamento  può essere completato. E “il Ministero ha tutte le facoltà di indirizzare i suoi dirigenti a lavorare sulla ciclabilità, anche se non c’è un ufficio specifico, è quello che abbiamo già fatto”.

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Solo la bici può ridurre il traffico cittadino del 40%

“Abbiamo chiuso i protocolli di Intesa con le principali Regioni, avremo ciclovie turistiche bellissime dalla ciclovia dell’Acquedotto Pugliese alla ciclovia del Garda, alla Venezia-Torino, in gran parte progettazioni nate dal basso, dal protagonismo delle associazioni di ciclisti, degli enti locali con cui abbiamo lavorato”. Delrio ha sottolineato la rilevanza economica della ciclabilità e quella per la salute e l’aria: “Se si riesce a stimolare l’uso della bicicletta nei primi 5 km, si possono ottenere riduzione del traffico cittadino del 40%: cose che non nessuna tecnologia può fare”. Con i cammini, le ferrovie dismesse, le ferrovie turistiche, le ciclovie turistiche e Sistema ciclabile nazionale, lo stimolo ai Piani Urbani della Mobilità Sostenibile, c’è  un quadro complessivo che viene presentato qui per dare una cornice legislativa a iniziative che erano già in campo e che rivendichiamo con forza come scelte di presente per il nostro Paese, di economia nuova e di possibilità nuove per i nostri cittadini di godere sempre di più le​ nostre città​.

Notevoli benefici a tutta la comunità

“Laddove le città fanno la scelta della ciclabilità – e chi è sindaco dimostri con i fatti di credere alla ciclabilità – anche la mobilità per le persone a ridotta mobilità è più facile, perché la città diventa più amica dei cittadini, diventa più luogo di relazione e diventa più luogo vivibile”. “Quindi oggi è un grande risultato quello che è il Parlamento ottiene – ha concluso Delrio – perché porterà notevoli benefici a tutta la nostra comunità  e parlerà di un Paese che attraverso i programmi di mobilità turistica, di ferrovie dismesse, di cammini e ciclabilità si incammina su una strada differente”.

Dichiarazione dei diritti del ciclista urbano

A questo punto diventa fondamentale tornare indietro nel tempo allo scorso settembre quando Legambiente ha presentato la  Dichiarazione dei diritti del ciclista urbano. Lo spunto nasce dalla Amsterdam Declaration: the right to use the Bicycle, del 2000, e dalla successiva Declaraciòn de Sevilla sobre el uso de la bicicleta como medio de transporte saludable, ecológico y sostenible, del 2009.

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La dichiarazione recita i seguenti punti:

Tutti hanno il diritto di circolare in bicicletta, compresi i bambini, gli anziani e i cittadini con disabilità motoria o sensoriale.

Le città devono dotarsi di una rete di percorsi ciclabili sicuri, accessibili, funzionali, confortevoli e utili, realizzati con standard qualitativi elevati, capaci di neutralizzare potenziali conflittualità con gli altri utenti della strada.

Vanno ridotte nel tempo tutte le discontinuità della rete ciclabile che disincentivano l’uso della bici o addirittura mettono a repentaglio la sicurezza di chi pedala.

La realizzazione di infrastrutture per la ciclabilità deve sempre essere accompagnata da più ampie operazioni di rigenerazione urbana.

Deve inoltre essere garantita la cura nel tempo dei percorsi per le bici.

La realizzazione di infrastrutture per la ciclabilità deve facilitare l’accesso dei ciclisti al trasporto pubblico e, in particolare, a treni, metro e tram.

All’interno o nelle immediate vicinanze dei principali attrattori di mobilità pubblici e privati (stazioni, scuole e università, spazi culturali e sportivi) devono essere realizzati cicloparcheggi custoditi.
Che sia davvero arrivato il momento di iniziare a vedere nella bicicletta un reale mezzo di trasporto, alternativo all’automobile?

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