Bicicletta

È in Cina la pista ciclabile sopraelevata più lunga del mondo

Inaugurata a Xiamen la pista ciclabile sopraelevata lunga 7,6 km e dotata di accessi che la collegano al resto delle infrastrutture urbane

Sebbene la Cina sia tutt’ora il paese che preoccupa maggiormente a livello mondiale per la dipendenza energetica dal carbone e per l’enorme quota di emissioni nocive che produce quotidianamente che la rendono una delle aree più inquinate al mondo, c’è da dire che negli ultimi tempi sembra esserci un certo fermento sul fronte green. Dopo aver annunciato l’intenzione di annullare la costruzione di ben 103 centrali a carbone e dopo gli ultimi incoraggianti dati sugli investimenti in programma sul fronte delle rinnovabili, arriva una nuova bella notizia riguardante la mobilità sostenibile.

A Xiamen la pista ciclabile sopraelevata lunga 7,6 km

È stata da poco inaugurata a Xiamen, nella provincia di Fujian, la prima pista ciclabile sopraelevata della Cina, che con i suoi 7,6 km è la più lunga infrastruttura del genere al mondo. C’è da dire, a onor del vero, che la città di Xiamen, che fronteggia l’isola di Taiwan e che è riuscita a contenere l’urbanizzazione sfrenata che ha caratterizzato altre metropoli cinesi con i suoi poco più di 2 milioni di abitanti, è sempre stata una sorta di ‘isola felice’ del Sol Levante. Grazie anche alla sua posizione sul mare, che la rendono una delle mete turistiche più gettonate per i cinesi, Xiamen non ha mai avuto problemi di qualità dell’aria e le amministrazioni che si sono susseguite hanno sempre cercato di investire nella mobilità sostenibile. Basti pensare che l’isola di Gulangyu, raggiungibile in 15 minuti di traghetto da Xiamen, è completamente pedonabile e regna il divieto assoluto di utilizzare qualsiasi tipo di trasporto motorizzato. Una filosofia che contagerà mai in modo radicale la metropoli ma di cui se ne vedono alcune influenze importanti.

11 accessi e uscite in concomitanza con le fermate dei mezzi pubblici

La pista ciclabile sopraelevata ne è un esempio concreto. Pensata come soluzione dedicata ai pendolari e a tutti coloro che prediligono la bicicletta come mezzo prioritario, quindi non come attrattiva turistica, la pista è perfettamente collegata al resto delle infrastrutture urbane. Il percorso è infatti dotato di 11 accessi e uscite in concomitante delle principali fermate dei mezzi di trasporto pubblico, autobus e stazioni della metropolitata, di modo da facilitare l’intermodalità. Lungo il percorso sono presenti anche delle stazioni del bike sharing locale, per incentivare la mobilità sostenibile anche a chi non possiede una bici o per comodità preferisce noleggiarla.

Sicurezza assicurata

Progettata per una capienza massima di circa 2000 bicilette all’ora (nelle ore di eccessivo affollamento i cancelli verranno chiusi per evitare il rischio di incedenti) che possono viaggiare a una velocità di 25 km/h, la pista è larga ben 4,5 metri, lasciando spazio sufficiente sia a chi vuole godersi la pedalata, sia a chi ha fretta di arrivare a destinazione.
In diversi punti la struttura raggiunge un’altezza di 5 metri da terra ed è stato chiaramente realizzato un sistema di guardrail per proteggere i ciclisti, che è sufficientemente alto anche per infondere un senso di sicurezza a chi ha paura del vuoto.

In questo video è possibile ammirare il progetto.

Pochi mesi per realizzarla

Altro vanto del progetto è la rapidità con cui è stato realizzato. Rispetto all’altra infrastruttura molto simile realizzata a Copenaghen (il Cykelslangen o Snake, come viene chiamato nel resto del mondo) sempre dallo stesso studio di progettazione, il danese Dissing + Weitling, per cui ci sono voluti diversi anni, a Xiamen la pista ciclabile sopraelevata è stata costruita in pochi mesi.
La speranza è che la struttura possa ispirare anche altre città della Cina e, perché no, dell’intero pianeta. A dire il vero in diversi casi ci sono state delle proposte interessanti, prima fra tutte lo SkyCycle proposto dall’archistar Norman Foster, un’avveniristica pista ciclabile sopraelevata pensata per la città di Londra che però sembra essere rimasto un progetto sulla carta.