Biomassa (foto: http://www.energia-ambiente.unibo.it/)
Bioenergie

Che cos’è la biomassa solida?

La biomasse solide fino ad ora sono state poco usate ma potrebbero diventare un’importante risorsa nella politica a sostegno delle energie rinnovabili

UNA RISORSA POCO CONOSCIUTA. Le biomasse solide fino ad oggi sono state poco sfruttate ma il piano di azione nazionale per le energie rinnovabili, stabilisce che, entro il 2020, dovrà derivare da biomasse solide circa il 20% dell’elettricità prodotta da fonti pulite che in totale dovrà coprire il 17% del fabbisogno nazionale. La biomassa solida è costituita da un insieme di organismi che possono essere sia di origine vegetale che animale, e che formano un agglomerato durante il loro ciclo biologico. Questo materiale viene oggi chiamato “petrolio verde” poiché produce energia termica ed elettrica, economica, rinnovabile e pulita al 100%. Oggi in Italia solo il 2% dell’energia è ricavata dalle biomasse, ma è sempre maggiore l’interesse dell’Unione Europea, che da diversi anni stanzia incentivi per l’utilizzo di questa importante risorsa. Attualmente esistono centrali di biomasse solide solo di tipo tradizionale, con un forno di combustione e una caldaia che alimenta una turbina a vapore accoppiata ad un generatore.

COME FUNZIONANO LE CENTRALI. Le centrali a biomasse funzionano per combustione, a temperature che di solito superano gli 800°C, trasformano la materia delle biomasse in energia sotto forma di calore. Il calore alimenta una caldaia che può fornire riscaldamento o produrre il vapore necessario per azionare una turbina e produrre energia elettrica. I materiali usati possono essere i residui dei processi di lavorazione, come legno e scarti di segherie, ma anche gli avanzati agricoli, come materiale derivante dalla potatura di frutteti e vigneti. Possono essere impiegati anche sottoprodotti agricoli e materiali forestali ricavanti dalla manutenzione dei boschi o dal recupero delle potature del verde urbano.