LA NUTELLA FA MALE ANCHE ALL’AMBIENTE. È guerra tra la Nutella e il Ministro dell’ecologia francese Ségolène Royal a causa delle dichiarazioni di quest’ultima sull’uso dell’olio di palma. Questo prodotto costituisce il 20% della crema spalmabile della Ferrero e, secondo il ministro, non solo favorirebbe l’obesità e le malattie cardio-vascolari, ma contribuirebbe gravemente alla deforestazione. Tra il 2000 ed il 2012, infatti, l’Indonesia ha perso 6,02 milioni di ettari di foresta tropicale, un’area grande quanto la superficie dell’intera Irlanda, proprio a causa della coltivazione dell’albero da cui si ricava l’olio, indispensabile, pare, all’industria dolciaria. In realtà, afferma la Royal, ci sono molte creme spalmabili alternative alla Nutella che usano il ben più sano burro di cacao, oltre a una percentuale maggiore di nocciole. Per disincentivare l’uso dell’olio di palma alcuni senatori francesi della maggioranza hanno proposto di aumentare del 300% la tassa su questo prodotto per spingere le industrie agro-alimentari a sostituirlo con ingredienti «più rispettosi della salute pubblica».

LE SCUSE DEL MINISTRO. L’industria dolciaria Ferrero ha risposto alle accuse affermando che «l’utilizzo dell’olio di palma non ha richiesto il sacrificio di alcuna foresta», e ha lanciato una pubblicità a doppia pagina sui quotidiani francesi. È stata perfino promossa una campagna dal titolo “L’olio di palma, parliamone”, dove si spiega il ruolo di questo ingrediente nella cremosità della Nutella, assicurando che il suo utilizzo evita «l’idrogenazione delle materie grasse, che può provocare la formazione di acidi grassi trans. L’olio di palma impiegato nella produzione proviene dalla Malesia e dalla Papua Nuova Guinea» assicura la Ferrero, che inoltre sostiene come tale prodotto non sia affatto dannoso per la salute. La polemica con il ministro francese è durata appena 24 ore, perché la Royal si è scusata pubblicamente tramite Twitter: «Mille scuse per la polemica sulla Nutella. D’accordo nel sottolineare i passi avanti».

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