Animali

Addio giraffe: le loro code sono la dote per le spose congolesi

Le giraffe del Kordofan sono state decimate dai bracconieri: ne restano solo duemila esemplari

Zanne, corna, pellicce e code

La crudeltà dei bracconieri non ha limiti, così come la grottesca e insensata fantasia dell’uomo, che alimenta l’attività criminale dei primi: gli elefanti vengono uccisi brutalmente per le loro zanne, i rinoceronti per le loro corna, le tigri e i leopardi per le pellicce, gli alligatori e i coccodrilli per la pelle, per non parlare dei gorilla, dei lupi, delle cicogne… tantissime sono infatti le specie vittime del bracconaggio in tutto il mondo e in ogni clima. L’ultima notizia, sconosciuta ai più, è che una rara sottospecie di giraffa sta rischiando l’estinzione a causa della sua coda, bramata dai cacciatori di frodo congolesi.

Lo sterminio delle giraffe

Parliamo della giraffa del Kordofan, che sopravvive in popolazioni sparse tra il Congo e il Sudan e tra il Ciad e la Repubblica Centrafricana: a differenziarla dalle altre sottospecie di giraffa è la presenza di piccole maculature irregolari, soprattutto sul ventre e sulle zampe. In natura, ormai, ne esistono meno di 2.000 esemplari: più in generale, stando ai dati della Giraffe conservation Foundation, negli ultimi 15 anni la popolazione totale di giraffe presenti in natura si è quasi dimezzata, passando da 140.000 esemplari a soli 80.000.

I bracconieri e il Parco Nazionale di Garamba

Nel territorio della Repubblica democratica del Congo le rare giraffe del Kordofan vivono esclusivamente nel Parco Nazionale di Garamba, notorio soprattutto per la prepotenza dei bracconieri congolesi degli ultimi anni, i quali hanno sterminato completamente la popolazione di rinoceronte bianco settentrionale e ridotto ai minimi termini quella di elefanti. L’instabilità politica che affigge il paese africano non aiuta di certo i ranger a contrastare il bracconaggio, che oggi sta minacciando sempre di più anche le giraffe: ma cosa le rende così appetibili agli occhi di questi criminali?

La preziosa coda delle giraffe

I motivi che negli anni hanno spinto gli africani a uccidere le giraffe sono noti: per cibarsi delle loro carni e soprattutto per impossessarsi del loro cervello, il quale, secondo alcune culture, avrebbe veri e propri poteri curativi. In Tanzania, per citare un caso estremo, esiste la credenza secondo la quale il cervello di giraffa potrebbe curare l’Aids. Ma nel caso delle giraffe del Kordofan che vivono nella Repubblica democratica del Congo, i motivi sono del tutto diversi e, se possibile, ancora più insulsi: questi esemplari vengono infatti cacciati per la loro coda, la quale in alcune comunità congolesi viene utilizzata come dote da donare ai padri delle spose. Non solo: i lunghi peli neri della coda di questi pacifici animali sarebbero utilizzati per creare fruste, corde e bracciali portafortuna. Tale è la crudeltà dei bracconieri che i ritrovamenti di carcasse di giraffe mancanti unicamente della coda sono ormai prassi comune per i ranger del parco: e proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica, il documentarista David Hamlin del National Geographic ha pubblicato un video dove si possono vedere i drammatici risultati di questa mattanza disumana.