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Motori ecologici

Hyperloop, il treno supersonico di Elon Musk è (quasi) realtà

La Hyperloop Transportation Technologies ha presentato un nuovo progetto a levitazione magnetica passiva che promette maggiore efficienza e costi più bassi

Hyperloop, il treno del futuro

A vederlo tracciato nei rendering Hyperloop sembra un qualcosa di fantascientifico. Eppure sul treno supersonico nato qualche anno fa dalla mente di Elon Musk si sta investendo molto e gli ultimi passi in avanti lo fanno sembrare un’innovazione sempre più concreta.
L’idea, presentata nel 2013 dal ceo di Tesla, è quella di un mezzo di trasporto in grado di coprire lunghe distanze in breve tempo, nello specifico da Los Angeles a San Francisco in soli 30 minuti, sfruttando le potenzialità della levitazione magnetica e i vantaggi di tubi a vuoto in cui far scorrere le capsule. Il tutto utilizzando esclusivamente energia ricavata da moduli fotovoltaici.

Tre start-up si contendono la realizzazione del super treno

Attualmente sono tre le realtà che hanno ricevuto l’autorizzazione per l’utilizzo del brevetto e che sono quindi impegnate nello sviluppo di soluzioni per trasformare Hyperloop in un sistema implementabile: Space X, Hyperloop One e Hyperloop Transportation Technologies (HTT). È quest’ultima ad aver presentato nei giorni scorsi un’importante novità tecnologica che dovrebbe consentire una maggiore efficienza e minori costi. La tecnologia, che prende il nome di levitazione magnetica passiva, è piuttosto differente dal sistema inizialmente pensato dallo stesso Musk e utilizzato sui treni MagLev che sono operativi tra Cina ed Europa.
L’idea originale di Hyperloop prevede un grosso condotto a bassa pressione all’interno del quale la capsula resta in sospensione grazie ad un getto di aria compressa espulso da dei pattini per poi essere spinta grazie a degli elettromagneti posizionati sulla superficie interna del condotto.

Levitazione magnetica passiva, come funziona

La nuova tecnologia lanciata da HTT si basa su un sistema ideato nel 2000 dal fisico statunitense Richard Post e chiamato Inductrack, che prevede una disposizione alternata di magneti e bobine sui binari e sotto i pod che elimina ogni forma di attrito e non necessita di costose infrastrutture come il sistema MagLev.

Nello specifico viene utilizzata una serie di magneti collocati sotto il treno in un array di Halbach, una particolare disposizione che permette di concentrare il campo magnetico solamente su un lato dell’array e di annullarlo sul lato opposto, così che la capsula possa levitare su binari completamente passivi. I passeggeri di Hyperloop viaggeranno all’interno di tubi dai quali è stata asportata l’aria, così da ridurre al minimo la resistenza durante il moto, raggiungendo velocità di oltre 1.200 Km/h. In merito alla sicurezza della tecnologia, Bibop Gresta, COO di Hyperloop Transportation Technologies, garantisce la massima affidabilità.

Meno costi e più sicurezza

“Usare un sistema di levitazione magnetica passiva elimina la necessità di collocare centraline di alimentazione elettrica lungo il tracciato, rendendo il sistema più semplice da implementare, anche grazie ai bassi costi di costruzione e mantenimento. Da un punto di vista della sicurezza il sistema ha grandi vantaggi: la levitazione avviene esclusivamente attraverso il movimento, quindi in caso di qualsiasi interruzione di corrente i vagoni continueranno a levitare e toccheranno il suolo soltanto una volta raggiunta la velocità minima di sicurezza.  Se dovesse avvenire una qualsiasi interruzione di alimentazione, la capsula continua a levitare e solo quando raggiunge la minima velocità possibile tocca il terreno” ha spiegato Bibop Gresta, COO di HTT.

Il primo passeggero nel 2019

Nel mese di giugno dovrebbe arrivare l’autorizzazione per costruire il primo tracciato nella Quay valley, in California. La fase di test dovrebbe durare altri 36-38 mesi e se tutto andrà come deve andare il primo passeggero della tratta Loas Angeles-San Francisco è previsto per il 2019.