London Design Festival
Cultura

NUOVI TREND GREEN AL LONDON DESIGN FESTIVAL 2016

In una Londra di inizio autunno particolarmente sensibile alle tematiche sociali e di cambiamento, si è concluso il London Design Festival 2016

In una Londra di inizio autunno particolarmente sensibile alle tematiche sociali e di cambiamento, si è concluso il London Design Festival lasciando accesi i riflettori sui trend della biofilia, del verde urbano e delle circolarità sviluppati però da nuovi attori del mondo green: galleristi, architetti, designer di prodotto, illustratori e floral designer.

Il Brompton Design District dedica i suoi progetti alla trasformazione

Un intero distretto della città, il Bromptom Design District curato dalla londinese Jane Whiters, ha dedicato i suoi progetti al tema della trasformazione, calamitando così nella zona di South Kensington una serie di exhibition che hanno riflettuto sui temi della circolarità e del verde. Eccone alcuni esempi.

Il Victoria&Albert Museum, cuore del London Design Festival

Al Victoria&Albert Museum, nel cuore del distretto, accanto alle imponenti e iper fotografate installazioni di Studio Glithero per Panerai e di Mathieu Lehanneur, troviamo Silk Leaf. Si tratta di un piccolo ma prezioso progetto sviluppato da Julian Melchiorri, ricercatore alla V&A ed è il primo prototipo di foglia artificiale che sfrutta la fotosintesi naturale per convertire l’anidride carbonica in ossigeno respirabile utilizzando solo acqua e luce. Un progetto che sicuramente potrà trovare molte applicazioni anche nell’interior design e nei progetti di sviluppo urbano.

SIlk Leaf, London Design Festival
SIlk Leaf, Julian Melchiorri

Designer, architetti e illustratori nuovi protagonisti del London Design Festival

Dalle vetrine luminose della Galleria Plinth, di fronte al Victoria&Albert Museum, la collezione Herringbones del duo di designer israeliani Raw Edges, dialoga con l’installazione site specific dell’artista Jacques Nimki. Florilegium SW è un vero proprio campo di fiori e erbe naturali che astrae lo spettatore dal contesto architettonico della galleria e della città stessa, trasformando la mostra in una riflessione sul modo di percepire se stessi e gli altri all’interno di ambiente urbano.

Plinth_Florilegium_02, London Design Festival
Herringbones, Raw Edges

Approda sempre nel Brompton District anche il fortunato progetto italiano dello Shit Museum che ha portato a Londra per il London Design Festival lo Shit Shop con in vendita per la prima volta i prodotti in Merdacotta® presentati al Fuorisalone di Milano 2016. Il Museo nasce da un’idea dell’imprenditore agricolo Gianantonio Locatelli e dall’architetto Luca Cipelletti, parallelamente alla realtà industriale che produce latte per il Grana Padano: 3.500 bovini di razza selezionata che producono ogni giorno circa 500 quintali di latte e 1.500 di sterco. Una quantità di deiezioni la cui gestione è stata trasformata in un progetto ecologico, produttivo e culturale avveniristico. Ricavando con sistemi innovativi elettricità dallo sterco e ottenendone fino a 3 megawatt all’ora. Riscaldando gli edifici e gli uffici dell’azienda con la temperatura sviluppata dai digestori quando scambiano il letame in energia. E infine producendo concime e inventando la Merdacotta®, il materiale che sintetizza i principi di sostenibilità e trasmutazione alla base degli obiettivi scientifici del Museo.

The Shit Museum, London Design Festival
The Shit Museum

A pochi passi dal Museo, in un appartamento tipicamente londinese, troviamo Ecotopia un collettivo di graphic designer e illustratori che prende spunto dall’omonimo romanzo del 1975 di Ernest Callenbach per far partire una riflessione su come percepiamo il nostro futuro e come potremmo agire per cambiarlo e migliorarlo. L’installazione è un contributo all’ampia discussione su quello che potrebbe essere una visione condivisa di sviluppo sostenibile, ma invece che limitarsi a speculare sul tema, mette in mostra le illustrazioni ispirate alle visioni di eminenti scienziati, accademici, filosofi, designer e architetti che stanno studiando i cambiamenti climatici e soluzioni sostenibili. Tra i nomi: l’illustratore Aiden Barefoot, l’illustratrice Caitlin Parks, il designer Nuno Coelho e l’illustratrice Rosalind Woodman.

Ecotopia, Caitlin Parks, London Design Festival
Ecotopia, Caitlin Parks

Infine in un angolo di città che ricorda la più tipica campagna inglese, il sito web di riferimento per gli appassionati del settore The Garden Edit, fondato dal giardiniere londinese John Tedds, presenta in esclusiva per il London Design Festival Plant Pot una piccola e curatissima selezione di vasi in ceramica con un allestimento floreale curato dalla floral designer australiana Fjura. Plant Pot celebra l’avvento definitivo anche in Europa di un nuovo approccio estetico, molto in voga all’estero e soprattutto in America, al verde casalingo.

 The Garden Edit, London Design Festival
Plant Pot, The Garden Edit