Lyocell
Green economy

Lyocell: come viene fatto e perché è ecosostenibile

Quando si parla di tessuti ecosostenibili, oltre al lino, alla juta e al cotone riciclato, si cita spesso il Lyocell. E questo è in effetti un tessuto che già oggi possiamo trovare in tantissimi prodotti presenti sul mercato, dalla biancheria al denim, dalle lenzuola agli asciugamani: si prevede che entro il 2027 la produzione globale di Lyocell arrivi a circa 900 tonnellate complessive, quasi il doppio delle attuali. Tra poco approfondiremo le proprietà e le caratteristiche peculiari di questo tessuto: per ora basti dire che si tratta di un materiale completamente compostabile e biodegradabile, che essendo realizzato di fatto con del legno impiega pochissimo tempo per decomporsi. Non c’è da stupirsi quindi se si tratta di un tessuto centrale nel mondo della moda eco-friendly.

La storia di una fibra sostenibile semi-sintetica

Il Lyocell non esiste da molto tempo. La prima azienda a produrlo è stata la Courtaulds Fibers Inc, nel 1988, all’interno di uno stabilimento dedicato all’attività di ricerca e sviluppo. Non fu però messo in commercio subito: per vedere effettivamente dei prodotti in Lyocell sul mercato bisognerà aspettare gli anni Novanta. Va detto però che il nome commerciale adottato fu Tencel. Negli anni successivi altri produttori iniziarono a fabbricare il Lyocell, a partire per esempio dall’austriaca Lenzig Ag. Quest’ultima ha chiamato fino al 2018 il proprio prodotto Lenzig Lyocell, per poi decidere di usare il vocabolo Tencel.

Cos’è il Lyocell

In che modo, nello specifico, viene realizzato il Lyocell? Per capire cosa distingue questa fibra vale la pena guardare al mondo dei tessuti da un punto di vista generale. Come sappiamo è possibile dividere le fibre in due grandi gruppi. Da una parte ci sono le fibre di origine naturale, che possono arrivare da fonti vegetali (come accade con la canapa e il cotone) o da fonti animali (è il caso per esempio della lana). Dall’altra ci sono invece le fibre di origine artificiale, ovvero sintetiche, come il poliestere oppure il nylon. Esiste però anche un gruppo di mezzo, ovvero un gruppo di fibre che possono essere definite semi-sintetiche: si parte infatti da fibre di origine naturale per lavorarle con delle sostanze sintetiche. Ed è per l’appunto questo il caso del Lyocell, il quale viene prodotto a partire dal legno. Dapprima si era iniziato con il solo eucalipto, poi negli anni seguenti nella produzione di questa fibra sono state inserite anche altre polpe legnose, dalla betulla al bambù.
Come si procede? Prima tutto si tritura il legno, per poi trattarlo con delle sostanze chimiche che ne alterano la forma, ma non la struttura chimica. La polpa così ottenuta viene scaldata, triturata nuovamente e filtrata, per poi essere filata. Il risultato sono delle fibre sottili, brillanti e resistenti, pronte per essere tessute.

L’ecosostenibilità del Lyocell

Cosa rende il Lyocell ecosostenibile? Prima di tutto, come detto, si parla di una fibra realizzata a partire dal legno. Ma questo vale anche per altre fibre semi-sintetica, dalla viscosa in poi. A rendere particolarmente eco-friendly questo tessuto è il fatto che la fibra viene realizzata in un processo definibile come “a ciclo chiuso”: in nessun passaggio vengono infatti realizzati dei sottoprodotti nocivi. E c’è di più, in quando le sostanze usate per la produzione del Lyocell, oltre a essere atossiche, possono essere usate a più riprese. Lo stesso ossido di ammina, usato come solvente per dividere la pasta di legno, è riciclabile e comunque non dannoso.
La realizzazione del Lyocell richiede poca acqua e poca energia, e può essere molto veloce, non richiedendo tempi di attesa: in poco più di due ore è infatti possibile passare dal taglio del legno alla cardatura. Ovviamente l’effettiva sostenibilità del Lyocell dipende in larga parte dal modo in cui vengono gestite le foreste da cui viene prelevato il legno.