La startup tedesca Solmove ha sviluppato un sistema di pannelli di vetro che al loro interno contengono delle celle solari. Questi pannelli possono essere utilizzati al tempo stesso sia per ricoprire le strade sia per catturare la luce solare e generare in questo modo energia, dando vita un vero e proprio manto stradale solare. Non è il primo caso! Infatti già in passato vi abbiamo raccontato di buoni sviluppi in questo ambito; si tratta tuttavia dell’ultimo passo mosso nella tecnologia solare che sembra destinato a dare una nuova e vigorosa spinta al mercato dei trasporti e delle energie rinnovabili.

Germania solare

Secondo reset.org, nel 2016, il 7,4 per cento di tutta l’elettricità consumata in Germania è stato generato da impianti fotovoltaici. Questi è possibile ritrovarli soprattutto sui tetti delle case o organizzati in dei veri e propri parchi solari, una sorta di “coltivazione intensiva” di pannelli fotovoltaici. La startup di Monaco, Solmove, sta in parte cambiando la normale concezione degli impianti fotovoltaici e lo fa mettendo a punto un  nuovo tipo di pannello che può essere installato su superfici piane come strade, parcheggi e marciapiedi.  Il manto stradale solare rappresenta l’ultima frontiera in termini di soluzioni salva-spazio e multiuso perché può essere usato sia come come superficie stradale sia come fonte di energia.

manto stradale solare

Strade sostenibili

Il progetto di Solmove sembra andare incontro alla crescente domanda di strade più sostenibili. Una domanda che oltre alla Germania (sede della Startup) è molto alta anche in paesi come la Corea del Sud , la Francia e gli Stati Uniti. Paesi dove si stanno progettando edifici, ma anche piste ciclabili e strade, con i pannelli solare integrati. I moduli fotovoltaici realizzati da Solmove sono costituiti da otto piastrelle con le celle solari collegate tra loro tramite una rete. Queste piastrelle sono applicate sulla parte superiore della superficie desiderata come se fossero un tappeto o un rotolo di erba sintetica. Questo significa che la strada (o la superficie) già esistente non deve essere rimossa per installare le celle solari.

Manto stradale solare, il futuro della viabilità

Il sistema è già stato testato con successo su piste ciclabili e sui percorsi pedonali – l’obiettivo è quello di utilizzarlo anche su strade attraversate dal traffico automobilistico. Secondo le stime dell’azienda pare che i moduli siano in grado di “vivere” circa 25 anni, ovvero la vita media dia una strada asfaltata. Il manto stradale e solare, una volta esausto può essere facilmente smantellato e inviato a un impianto di stoccaggio e riciclaggio.

manto stradale solare

Come usare l’energia realizzata dai pannelli?

Lo scopo non è soltanto quello di alimentare le abitazioni, ma anche di ricaricare le auto elettriche che passano lungo il manto stradale solare. Questo garantirebbe una certa autonomia e tranquillità al guidatore che non dovrebbe più preoccuparsi (lungo il tratto interessato) di avere a disposizione o a portata di mano un impianto di ricarica. Un sistema integrato e a regime di strade di questo tipo potrebbe a sua volta portare a ridurre le dimensioni delle batterie nelle auto elettriche, rendendo i veicoli più leggeri e accessibili.

manto stradale solare

Strade sicure

Inoltre tutta l’energia generata può essere utilizzata per riscaldare la strada in inverno, garantendo la rimozione di lastre di ghiaccio o addirittura illuminare, grazie all’utilizzo di LED, il percorso, rendendolo più sicuro.
Secondo Solmove, un metro quadrato di quel sistema fotovoltaico può produrre circa 100 watt di potenza elettrica. Una superficie di 33 metri quadrati sarebbe sufficiente per alimentare una macchina elettrica per un massimo di 20.000 chilometri.

Una soluzione che gli stessi creatori del manto stradale solare non tardano a definire win-win. Si tratterebbe di un successo a 360 gradi in cui tutti gli attori chiamati in causa trarrebbero dei benefici. Non resta che attendere nuovi sviluppi provenienti direttamente dalle strade tedesche.

Questo articolo è una traduzione di un articolo originale apparso su RESET.org.

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