Rettili a rischio estinzione
Animali

Rettili a rischio estinzione: 1 su 5

Abbiamo già parlato diverse volte della sesta estinzione di massa, un drammatico fenomeno che, secondo gran parte della comunità scientifica, è già ampiamente in corso. Si parla quindi di un processo che, se dal nostro punto di vista si dipana lentamente nel tempo, da una prospettiva geologica ha invece una durata estremamente ridotta, quasi fulminea. Si pensi che secondo uno studio di un gruppo di biologi del Muséum National d’Histoire Naturelle di Parigi e dell’Università delle Hawaii di Honolulu, a partire dal 1500 sarebbero andate perdute tra le 150.000 e le 260.000 specie, ovvero una quota compresa tra il 7,5% e il 13% delle 2 milioni di specie conosciute. E ora, principalmente per via dei cambiamenti climatici determinati dalle attività umane, il ritmo delle estinzioni sta diventando sempre più serrato: si stima che entro il 2050 la Terra potrà perdere una fetta compresa tra il 30% e il 50% di tutte le specie viventi. Guardando ai solo vertebrati, si parla del 13% degli uccelli, del 25% dei mammiferi e del 40% degli anfibi. E nemmeno i rettili, i quali sono tra i più trascurati dagli studi come dall’opinione pubblica, se la stanno passando bene. Al contrario, stando a uno studio pubblicato di recente sulla rivista Nature, più di 1 rettile su 5 è a rischio estinzione.

Rettili a rischio estinzione: i numeri

Ma perché si parla così poco dei rettili a rischio estinzione? A dare risposta a questa domanda è uno degli scienziati che hanno realizzato il già citato studio, ovvero Bruce Young, tra i fondatori del network NatureServe: dal suo punto di vista, i rettili sono meno studiati in quanto “non piacciono a molta gente” passando in secondo piano rispetto ad altri vertebrati. Altro autore dello studio è Neil Cox, conservazionista presso l’UCN. Insieme gli due studiosi hanno portato avanti uno studio per ben 15 anni, ricavando la situazione conservazionistica di un numero sbalorditivo di specie di rettili, praticamente pari alle specie conosciute dall’uomo: si parla infatti di ben 10.196 specie.
A partire da questo enorme campione, Cox e Young hanno scoperto che il 21% delle specie di rettili è a rischio estinzione. Alcune sono vulnerabili, altre a rischi, altre ancora a rischio critico.

Tartarughe, coccodrilli e alligatori a rischio

Tra le specie di rettili maggiormente esposte al rischio estinzione ci sarebbero le tartarughe. Il 58% delle specie che ricadono sotto questo nome rischia di essere spazzato via in un futuro drammaticamente vicino. I numeri sono allarmanti anche nel caso di alligatori e di coccodrilli. La metà di questi grandi rettili sta infatti andando incontro a un’estinzione senza ritorno. Guardando agli altri ordini di rettili, si scopre che il rischio è minore, ma pur sempre presente, per i rettili squamati, e quindi per i serpenti e per le lucertole: nel loro si parla del 19% di specie a rischio. Un discorso a parte va fatto invece per le specie riconducibili agli iguanoidi, per i quali si parla del 72% pronto a scomparire dalla Terra.
A causare la prossima e probabile scomparsa di questi animali è prima di tutto proprio l’uomo. Si parla infatti delle minacce dettate dal cambiamento climatico, dalla deforestazione, dalla cementificazione e dall’espansione dei centri abitati, ma anche della caccia, attività che mette a rischio animali come tartarughe e coccodrilli.
Ci sono poi anche altre cause da prendere in considerazione, che non sono collegate con l’attività umana. Come spiegato da Cox e Young, infatti, 257 specie di rettili risultano a rischio estinzione in quanto minacciate da dei mammiferi invasivi.