La sostenibilità ambientale è oggi una priorità per il nostro pianeta, per questo è necessario venire a conoscenza di quelle soluzioni e cambiamenti che possono contribuire a rendere più sostenibile il nostro stile di vita. Si tratta di un cambiamento sia culturale, sia pratico, che riguarda tutti: imprese, individui e istituzioni.

Per preservare l’ecosistema del nostro pianeta, migliorando l’utilizzo delle sue risorse, è necessario essere consapevoli dei cambiamenti climatici in atto e cambiare le proprie abitudini al fine di ridurre l’impatto ambientale.

Una risposta interessante ce la fornisce il concetto di economia circolare, un sistema che offre la possibilità di migliorare le nostre vite attraverso un tipo di economia inclusiva, volta a ridurre gli sprechi, distribuendo e utilizzando al meglio le risorse disponibili.

Eni

È necessario cambiare subito le nostre abitudini di consumo

Per tutti noi è arrivato il momento di modificare le abitudini di consumo che hanno caratterizzato la nostra società finora: si stima che nel 2040 il Pianeta sarà abitato da 9 miliardi di persone, le quali non potranno vivere dignitosamente se non inizieremo a cambiare i nostri comportamenti nell’immediato.

Il ruolo del mercato dell’energia

Anche le aziende che lavorano nel campo energetico hanno un ruolo di rilievo nel ricercare e attuare soluzioni in ambito di economia circolare. Da questo punto di vista, Eni è stata una delle prime aziende a impegnarsi per la riduzione della componente carbonica delle sue attività, con l’obiettivo di promuovere un modello di consumo dell’energia basato sull’efficienza e sulla riduzione degli sprechi, grazie anche alle moderne tecnologie.

Eni è sempre al lavoro per applicare il concetto di circolarità al proprio business:  l’azienda ha programmato una spesa di 3,6 miliardi di euro tra il 2019 e il 2022 per la realizzazione di progetti di decarbonizzazione, economia circolare e rinnovabili,  e ha di recente rilanciato il proprio impegno con un nuovo obiettivo: raggiungere le zero emissioni nette delle attività upstream entro il 2030. Eni conta di raggiungere questo target innanzitutto attraverso importanti interventi mirati all’aumento di efficienza, al fine di minimizzare le emissioni dirette di CO2: entro il 2025, infatti, la compagnia si è impegnata a ridurre di circa il 45% l’intensità emissiva delle proprie attività upstream, ad azzerare il flaring di processo e ridurre dell’80% le emissioni fuggitive di metano.

pannelli solari

L’impegno concreto inizia già da ora e deve riguardarci tutti

Per ridurre le emissioni di CO2 il modello dell’economia circolare non può prescindere dal contributo di ogni singolo individuo, attraverso iniziative e azioni quotidiane virtuose, e deve essere applicato anche ai consumi, responsabilizzando le persone a utilizzare meglio l’energia e le risorse a disposizione e a minimizzare gli sprechi. Il miglior momento per agire è proprio adesso: con il contributo di tutti, individui e aziende, un modello energetico e di consumo come quello dell’economia circolare può portare opportunità di sviluppo grazie a un nuovo concetto di efficienza, riferito ad un’evoluzione continua, in un’ottica di crescita, alla rigenerazione di ciò che è stato costruito in passato secondo le nuove prospettive che il futuro plasma, e alla capacità di autosostenersi annullando gli sprechi e le perdite.

In collaborazione con Eni

(Visited 5.682 times, 9 visits today)
Condividi l'articolo
La discussione è regolata dalle seguenti Policy