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Riciclo plastica Vivi green

E lo spazzolino di plastica?

Il sondaggio Lemelson Innovation Index del 2003, realizzato dal MIT, aveva cercato di stabilire quali fossero gli oggetti più importanti per le persone del terzo millennio. Ebbene, tra i vari risultati si capì che lo spazzolino da denti fosse per molte persone un oggetto praticamente irrinunciabile, ancora più del cellulare, del computer o dell’auto. Del resto non ci si può sorprendere: nell’epoca moderna l’esigenza di avere i denti puliti è estremamente diffusa. Per questo motivo, non a caso, lo spazzolino è tra i primissimi oggetti che tocchiamo al mattino, e tra gli ultimi che tocchiamo la sera. Non è sempre stata così: in passato gli spazzolini, o meglio, gli utensili pensati per la pulizia dei denti, erano riservati alle sole classi agiate. Per secoli si è infatti parlato di spazzolini con manici in legno o in osso, con setole di cinghiale, e quindi piuttosto costosi. Solamente nel Novecento di fatto lo spazzolino è diventato un bene diffuso. Se negli anni Venti solo uno statunitense su 4 ne possedeva uno , negli ultimi decenni del secolo era praticamente impossibile non trovare uno spazzolino in ogni bagno dell’Occidente. L’interesse nei confronti dell’igiene dentale è esploso negli stessi anni della diffusione massiccia dei materiali plastici, e non è quindi un caso se troviamo plastica sia nel manico che nelle setole dei normali spazzolini. A partire dal 1938, infatti, le vecchie setole di cinghiale sono state sostituite da fili di nylon. Il problema è che, adesso, trovare uno spazzolino che non contenga nemmeno un po’ di plastica è tutt’altro che facile.

Quanti spazzolini di plastica buttiamo ogni anno?

Il problema non sta in realtà solamente nel fatto che i spazzolini sono di plastica. Il vero problema è che uno spazzolino non è per sempre. Anzi, i dentisti raccomandano di sostituire questo strumento ogni 3 mesi circa. Questo vuol dire che ogni persona dovrebbe usare 4 diversi spazzolini all’anno: una famiglia di 4 persone, in 10 anni, butterebbe quindi 160 spazzolini. I quali, va sottolineato, non sono per nulla facili da riciclare, per la difficoltà nel separare il manico in plastica dalle setole di nylon. E questo è terribile, soprattutto pensando che, se tutta la popolazione mondiale sostituisse effettivamente lo spazzolino ogni 3 mesi, avremmo circa 23 miliardi di spazzolini buttati ogni anno. Le cose non migliorano di molto quando si guarda agli spazzolini elettrici, anch’essi in plastica, anch’essi con parti da cambiare regolarmente; a questo si somma il fatto che molti modelli abbisognano di batterie, le quali a loro volta finiscono tra i rifiuti.


Trovare uno spazzolino senza plastica

Negli ultimi anni ci sono stati dei produttori che hanno cercato di rendere più sostenibile questo oggetto. Non è difficile infatti trovare degli spazzolini con manico in legno, come per esempio in bambù. Molto spesso, però, sono completati da setole di nylon, così da vanificare almeno in parte il risultato finale. C’è chi poi ha lavorato a spazzolini con setole più resistenti, così da richiedere la sostituzione non ogni 3 mesi, quanto ogni 6. E ancora, ci sono spazzolini con testine sostituibili, per usare sempre lo stesso manico, e produttori che perlomeno hanno fatto lo sforzo di eliminare la plastica dal packaging.

È invece più difficile trovare degli spazzolini senza alcuna traccia di plastica, con manico in legno e setole naturali. Trattandosi di un oggetto di uso quotidiano, e soprattutto di un oggetto che continueremo a usare, ad acquistare e a buttare per tantissimo tempo, vale però la pena sforzarsi un po’ di più per trovare dei modelli più sostenibili.