L’INIZIATIVA DI GREENPEACE.

Ma cosa ci facevano nelle piazze italiane tutti quei ragazzi con delle sveglie in mano? Semplice: volevano svegliare i concittadini a favore della salvaguardia del clima. E lo hanno fatto pacificamente, come sempre agiscono gli attivisti di Greenpeace. La richiesta è una sola e molto chiara: abbandonare rapidamente le fonti fossili come carbone e petrolio e darsi totalmente ad un futuro energetico rinnovabile. Tale è stato l’obiettivo del Global Day of Action, un evento che ha avuto luogo nelle piazze di 30 diversi paesi del mondo. E questo è solo il primo dei tre appuntamenti che Greenpeace ha organizzato in vista della Conferenza delle Parti di Parigi, dove a fine anno si incontreranno i leader mondiali per un possibile accordo per combattere il cambiamento climatico.

LA LINEA CONTRADDITTORIA.

In Italia i flash mob si sono tenuti in ben 24 città: «con i nostri flash mob – ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia – vogliamo suonare la sveglia al governo e all’opinione pubblica». Ma al governo italiano, più che una sveglia, serve una tirata di orecchie, perché nonostante proclami e iniziative, «l’indirizzo concreto del governo è quello di cercare di sfruttare le misere riserve petrolifere del Paese, in mare e sulla terraferma, in barba a ogni impegno di riduzione delle emissioni. Nel frattempo si continua a penalizzare la crescita delle energie pulite e a non fare nulla per superare in fretta l’uso del carbone». Una linea, insomma, quantomeno contraddittoria, che fa infuriare gli ambientalisti italiani.

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