Una foresta dedicata al Presidente Trump? Esiste… ma la “sua” Trump Forest non è di certo qualcosa di cui Donald finirà per vantarsi… possiamo starne certi.

Trump Forest… un modo green per protestare!

Più di mezzo milione di alberi sono stati piantati da tantissime persone in oltre 50 paesi sparsi in tutto il mondo. Il motivo? Facile: l’impiantamento è avvenuto per contrastare l’ignoranza del presidente americano Donald Trump sul cambiamento climatico. Un gesto simbolico dall’alto valore sociale e politico. Il progetto Trump Forest è stato lanciato d aprile da tre uomini neozelandesi come risposta ai ripetuti attacchi di Trump agli studi sul clima e alle previsioni (a suo dire) eccessivamente catastrofiche sui cambiamenti climatici.

Trump Forest

Come nasce una… foresta sul web

Trump Forest è stata fondata dagli studiosi e accademici universitari Daniel Price, Jeff Willis e Adrien Taylor e rappresenta il simbolo di uno sforzo collettivo globale per motivare e ispirare le persone a coltivare alberi nella lotta contro l’ignoranza climatica promossa dal presidente Donald Trump.

Mezzo milione di alberi in appena cinque mesi: ecco la Trump Forest.

La scorsa estate, a soli cinque mesi dalla fondazione ben 530.653 alberi erano stati piantati e quasi 70 mila dollari erano andati a sostegno del progetto TrumpForest.com. “La mancanza di politiche sui cambiamenti climatici di Donald Trump mette a rischio la vita umana su questo pianeta. Quando diciamo che stiamo compensando la sua (di Trump ndr) ignoranza, non stiamo scherzando” afferma Jeff Willis, co-fondatore della Trump Forest: che poi continua: “Trump potrebbe ignorare la sfida più significativa che l’umanità deve affrontare oggi, ma mezzo milione di nuovi alberi piantati nel terreno dimostrano che le persone in tutto il mondo non sono disposte a cedere”.

Alberi piantati ovunque, tra gli Stati Uniti e il resto del mondo

Di tutte le donazioni fino ad oggi, poco meno della metà provengono da persone che vivono negli Stati Uniti. Il resto è stato diffuso in tutto il mondo in maniera abbastanza equa tra Europa, Australia e Nuova Zelanda. 
Daniel Price, un altro co-fondatore di Trump Forest afferma che il cambiamento climatico non è la fine del mondo, ma se aspettiamo ancora per agire, sarà di certo la fine del mondo per come siamo abituati a conoscerlo. La società moderna non è pronta ad affrontare gli impatti di un innalzamento di 3 o 4 gradi della temperatura. È davvero così semplice chiosa Price e onestamente è impossibile dargli torto.

Trump Forest

La risposta è: piantare alberi!

A chi chiede cosa possa fare attivamente per contrastare i possibili esiti catastrofici a cui andiamo incontri la risposta che danno i fondatori di Trump Forest è facile: piantare alberi. Gli alberi sono macchine che lavano l’inquinamento dall’atmosfera e sono l’opzione più efficiente ed economica per combatte l’ignoranza di Trump.

Trump Forest

Ecosia collabora con Trump Forest

Diverso tempo fa vi abbiamo parlato di Ecosia, il motore di ricerca che utilizza gli introiti pubblicitari per piantare gli alberi in giro per il mondo. Lo staff del motore ha aderito al progetto Trump Forest ed è nata una partnership annunciata nei giorni scorsi.
La partnership prende il via con un contributo di 10 mila euro da Ecosia per l’ipianto di oltre 47 mila alberi. Gli alberi saranno piantati in Marocco, dove già è in piedi un progetto di riforestazione di Ecosia nelle parti montuose settentrionali del paese.

Le rivoluzioni, così come le proteste speso prendono spunto da gesti semplici. Non sempre è necessario ricorrere alla violenza per far passare un concetto o un’idea. Senza dare giudizi o esprimere opinioni politiche riteniamo però molto più potente il messaggio lanciato da chi pianta alberi che da una manifestazione in strada che si conclude con gli idranti delle forze dell’ordine che disperdono la folla. Se non altro gli alberi crescono e fanno bene alla terra e gli idranti sprecano soltanto acqua.

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