Sembra un cuscino e invece è un fornello per cucinare. Non un fornello vero e proprio, a dire il vero, perché Wonderbag non utilizza fonti elettriche, è un contenitore dove riporre il cibo portato precedentemente ad ebollizione per far sì che finisca di cuocersi, senza sprecare inutile energia.

L’idea è di Sarah Collins, una sudafricana con diversi progetti sociali alle spalle, ma non è nuova. Risale al 2010, con il lancio dei primi prototipi che sono valsi all’ideatrice l’ingresso nella classifica delle 10 Most Powerful Women Entrepreneurs.

Un contenitore coibentato per continuare la cottura senza fuoco

Il principio sfruttato dalla Wonderbag è antico e anche piuttosto semplice: i cibi continuano a cuocersi se inseriti in un ambiente isolato termicamente e che consente al calore di non disperdersi. Ma serviva un oggetto ben progettato per poter passare dalla teoria alla pratica. Ed è qui che è arrivata la Collins con il suo cuscino che ha al suo interno un contenitore perfettamente coibentato dove riporre il cibo per un tempo variabile in base alla pietanza.

Ridurre le malattie e gli incidenti provocati dal kerosene

La Wonderbag non è un propriamente un progetto benefico, i sacchetti hanno un prezzo di circa 30 sterline l’uno, ma per ogni sacchetto acquistato in Occidente uno viene regalato a una famiglia nelle aree più povere. L’idea nasce infatti pensando a tutti quei paesi in via di sviluppo dove gas ed elettricità sono un lusso. E dove soprattutto cucinare è tutt’ora un’operazione pericolosa per la saluto poiché il combustibile più usato è il kerosene che, con i propri fumi nocivi, continua a provocare intossicazioni e gravi malattie.

Risparmio energetico ed economico con Wonderbag

Ad una maggiore sicurezza si unisce anche un risparmio economico ed energetico. Wonderbag dovrebbe contribuire a ridurre del 30% l’utilizzo di combustibile di una famiglia media, con un risparmio stimati di circa 80 dollari all’anno. Insomma, i vantaggi sono molti: riduzione dei consumi energetici e delle emissioni nocive, meno fumi tossici e risparmio idrico, perché l’isolamento termico riduce la quantità di acqua che evapora e quindi ne serve meno per cucinare.

Al 2012 500mila cuscini nel Sudafrica

Secondo i dati pubblicato sul sito ufficiale del fornello-cuscino, a metà del 2012 erano già stati distribuiti 500.000 sacchetti nel solo Sudafrica, con un risparmio stimato di 250.000 tonnellate di anidride carbonica all’anno. Questi risultati hanno spinto gli ideatori ad estenderne le vendite agevolate entro il 2015 ad altri 15 paesi africani, tra cui Nigeria, Ruanda e Kenya. Ora si sta pensando di sbarcare anche nel Su-Est asiatico.

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